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Andreoni: ''La Domizio non dia lezioni su come si fa opposizione''

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Paola Andreoni, capogruppo consiliare DS, replica all'intervento di Claudia Domizio apparso sul Corriere Adriatico del 28 Febbraio....

di Paola Andreoni
capogruppo consiliare DS

Il consigliere Paola Andreoni risponde alle dichiarazioni rilasciate dalla consigliere Claudia Domizio sul Corriere Adriatico, 28/2/2007, cronaca di Osimo, Latini: “Niente sprechi, servizi migliori” (di Diego Gallina Fiorini): Sulla stessa lunghezza d’onda l’intervento di Claudia Domizio (Udc). “Ai colleghi dei Ds suggerisco che l’opposizione esasperata non fa bene a nessuno, è sterile e non porta risultati. Paola Andreoni invoca lo spirito di volontariato per i consiglieri della Asso, ma lei potrebbe dare il buon esempio facendo funzionare l’Agenzia per il controllo della qualità dei servizi, di cui fa parte. Ha detto che non ci sono adeguate risorse economiche, ma poteva comunque attivarsi in virtù del suo ruolo consiliare, e controllare dall’origine il buon andamento delle società invece di bacchettarle a fine esercizio”.


"Il Consigliere Domizio, già assessore della passata Amministrazione Latini e oggi militante nelle file dell’UDC, anziché suggerire come fare l’opposizione agli altri, farebbe bene che cominciasse a fare opposizione Lei stessa.

Si può comprendere che Le può essere difficile criticare l’Amministrazione Latini di cui in precedenza ne ha fatto parte, ma oggi il suo ruolo, almeno sulla carta, dovrebbe essere quello del consigliere di opposizione.

Il consigliere Domizio nulla ha fatto da un anno a questa parte per far funzionare l’Agenzia per il Controllo della Qualità dei Servizi, nonostante la consigliera Andreoni con tutta l’opposizione di centro sinistra unita, più di una volta abbia sollevato il problema in Consiglio Comunale di fronte alla indifferenza della Domizio stessa e di tutta la maggioranza .

Ma ciò che più stupisce e meraviglia è come il consigliere Udc non riesca a comprendere e a farsi carico, come consigliere comunale, delle gravi problematiche che riguardano i lavoratori delle società partecipate che hanno un contratto a tempo determinato e che quindi versano in condizioni di precariato.

Colgo l’occasione per ricordare al consigliere Udc, che essere precario significa non avere una sicurezza nella periodicità dello stipendio, non poter contare sulle tutele sociali (malattia, maternità, sicurezza sul lavoro) e sindacali; significa inoltre non avere nessuna possibilità di progettare il proprio futuro e significa ancora per un giovane vedersi negare una qualche possibilità di contrarre un mutuo per l’acquisto della casa.

Alla faccia della politica familiare tanto sbandierata dal consigliere dell’Udc.

Appare del tutto pretestuoso l’atteggiamento della Domizio che pur non facendo di fatto opposizione, si permette di dare lezioni e suggerimenti a chi, nell’interesse dell’intera comunità, ogni giorno si prodiga a svolgere il compito affidatogli dagli elettori."


Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 02 marzo 2007 - 2130 letture