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Convegno a Offagna per presentare il nuovo Atlante degli uccelli

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Sabato 24 Febbraio alla Biblioteca Comunale di Offagna sarà presentato l'l’Atlante degli Uccelli nidificanti nella provincia di Ancona, frutto di un lungo lavoro che ha permesso una catalogazione dell'avifauna provinciale....

da Provincia di Ancona
www.provincia.ancona.it

In seguito ad una approfondita ricerca, cui hanno partecipato specialisti, appassionati, associazioni ambientaliste e venatorie locali, la Provincia di Ancona ha realizzato una nuova opera per la conoscenza e gestione della fauna: l’Atlante degli Uccelli nidificanti nella provincia di Ancona.

Al fine di presentare l’interessante volume , la Provincia di Ancona organizza per sabato 24 febbraio, ad Offagna (Biblioteca Comunale), inizio ore 15 il convegno dal titolo “Gli Uccelli come bioindicatori per la pianificazione territoriale: l’Atlante degli Uccelli nidificanti nella provincia di Ancona”.

La manifestazione è aperta a tutti

Nel corso del convegno, moderato da Massimo Sbriscia, dirigente della Provincia, interverranno il Presidente Enzo Giancarli e l’Assessore alla Tutela del Patrimonio Faunistico ed Ittico, Stefano Gatto.

Le relazioni tecnico-scientifiche saranno di: Paolo Pedrini, curatore del Museo Tridentino di Scienze Naturali di Trento, Paolo Giacchini , che ha curato la redazione dell’Atlante, Jacopo Angelini, Claudio Sebastianelli, Pierfrancesco Gambelli e Marco Bonacoscia.

L’intento di illustrare le motivazioni dello studio dell’avifauna e le ripercussioni che ne derivano a livello gestionale sarà occasione anche di confronto con gli intervenuti.

La serata sarà poi conclusa con una visita guidata alle sale del Museo di Scienze Naturali “Luigi Paolucci” , che ospita reperti di significativo interesse scientifico.

L’Atlante giunge nell’ambito di un percorso culturale e gestionale intrapreso da tempo dalla Provincia di Ancona. Infatti, a seguito dell’approvazione del Piano Faunistico-Venatorio 2004-2009, la Provincia si è attivamente impegnata nel raggiungimento degli obiettivi previsti.

Tra questi, la conoscenza delle popolazioni faunistiche, rappresenta un momento fondamentale per un’efficace e corretta gestione. Monitorare i parametri ecologici che caratterizzano il territorio significa, infatti, intervenire con cognizione di causa per tutelare il bene comune.

La conoscenza della componente avifaunistica, in questo caso, rappresenta un ottimo strumento per valutare la qualità ambientale, al fine di intraprendere in modo oculato interventi di pianificazione territoriale, valutare in modo più ampio e completo i progetti e la realizzazione di interventi sul territorio, programmare adeguatamente le strategie per uno sviluppo sostenibile.

Le informazioni raccolte nell’ambito di questo lavoro hanno prodotto un quadro incoraggiante sia per numero che per distribuzione delle specie nidificanti.

Nella provincia di Ancona sono state rilevate 126 specie nidificanti, di cui 120 accertate e 6 di probabile nidificazione. Il dato è sostanzialmente positivo,soprattutto se comparato con altri contesti territoriali dell’Italia centrale: in provincia di Pesaro e Urbino, sono accertate 136 specie, così come in tutta la regione Umbria, mentre la provincia di Forlì-Cesena ha rilevato solo 114 specie.

Va tuttavia notato come il territorio provinciale presenti una superficie complessiva ridotta, 1.960 km2, con una forte urbanizzazione nella fascia costiera e lungo le basse vallate, con un’escursione altimetrica limitata, poiché il territorio va dal livello del mare a 1400 m. di altitudine. Inoltre mancano le grandi zone umide che tipicamente ospitano un’elevata biodiversità anche in termini di ricchezza di specie di uccelli nidificanti.

Nonostante una “limitata” diversità ambientale, l’Atlante provinciale mostra una buona ricchezza avifaunistica. Probabilmente, grazie anche alla presenza di diverse aree di forte interesse naturalistico: il Parco del Monte Conero, il Parco della Gola della Rossa e di Frasassi, la Riserva di Ripa Bianca, a cui si aggiungono la dorsale appenninica dal M. Strega al M. Nero ed il basso corso del fiume Cesano.

Tra le specie di maggior pregio individuate nel corso del lavoro, vanno segnalate le nidificazioni di specie rare sul territorio provinciale e regionale. Come il Gabbiano Reale, di cui è stata seguita la riproduzione in entrambi gli anni, rappresentando una nuova colonizzazione locale; l’Albanella Minore, rapace di aree aperte, in fortissima diminuzione lungo la fascia adriatica, ma presente nella provincia con alcune coppie, dopo anni di nidificazioni ipotizzate ma mai confermate.

Confortante appare il quadro generale della presenza dei rapaci, tutti particolarmente protetti dalla normativa vigente e dalle convenzioni internazionali, con ben 12 specie che nidificano sul territorio provinciale, tra cui Aquila Reale, Biancone, Astore, Lodolaio, Lanario e Falco pellegrino. A queste si aggiungono le 6 specie di rapaci notturni, tra cui il misterioso Gufo Reale.

Tra le specie meno appariscenti, ma di grande valore naturalistico ed anche zoogeografico, vanno notati quattro piccoli Passeriformi legati ad ambienti aperti o cespugliati come lo Stiaccino e la Magnanina, oppure nidificanti in formazioni boschive come la Balia dal collare o il Beccafico.

E poi le specie acquatiche: Aironi e Garzette, Nitticore e Cavalieri d’Italia, un tempo sconosciuti da queste parti, oggi popolano le basse valli dei principali fiumi, soprattutto l’Esino, insieme ad altre importanti aree adiacenti come l’impianto di fitodepurazione di Jesi o le vasche del vicino zuccherificio.

Il miglioramento di alcune locali condizioni ambientali ed un generale adattamento di molte specie ai cambiamenti del territorio, invitano a guardare con cauto ottimismo al futuro. D’altronde gli uccelli sono sensibili alle variazioni ambientali; se riescono a colonizzare certi territori, il valore complessivo dell’area sembra essere migliorato.

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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 23 febbraio 2007 - 1298 letture