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Mario Biondi al Barfly il 21 Aprile con “Handful of Soul”

2' di lettura 30/11/-0001 -
Rhythm&blues, jazz, soul e bossa con MARIO BIONDI al Barfly. Ancora un altro “colpo” live al music club anconetano: il 21 aprile il cantante siciliano salirà sul palco del locale dori co..

da Barfly


Mario Biondi arriva al Barfly. La rivelazione dell’anno è in cartellone al music club anconetano per il 21 aprile. Un altro colpo messo a segno dalla nuova gestione di Domenico Mascitti, Giulio Spadoni e Maria Rita Ferri per il coordinamento artistico di Eric Bagnarelli. E intanto sabato 24 febbraio arriva
Luca Carboni.

Con “Handful of Soul” Mario Biondi è veramente la star del momento. “This is what you are” è uno dei brani a più alta rotazione radiofonica. Ed anche in tv, dove una casa di automobili l’ha scelta come colonna sonora del suo spot. Ovunque si parla di quella voce calda e potente. Aumentano le sue apparizioni. Mario sarà presente anche al prossimo Festival di Sanremo dove parteciperà assieme ad Amalia Grè nella serata di venerdì 2 marzo.

C’è da rimanere colpiti dalla profondità e dal fervore della sua voce, che ricorda i grandi della musica soul e del rhythm and blues. Molti penseranno si tratti di un cantante nero. Invece Mario è bianco e siciliano di Catania. Dopo la prima collaborazione tra la Schema, Mario Biondi e il produttore Alessandro Magnanini, che nel 2004 danno vita alla pubblicazione a nome di Was-A-Bee del singolo “This Is What You Are / On A Clear Day”.

“Handful of Soul” è un album che spazia tra sonorità pop jazz e soul. Il risultato è un disco molto accattivante, che passa da suadenti melodie vocali a brani ritmicamente più inclini al ballo.

Non è stato semplice scegliere un repertorio consono alla sua voce, che non lo snaturasse, che ne potesse mettere in evidenza la profonda timbrica, ma che allo stesso tempo potesse comunque rappresentare le scelte artistiche e la linea di condotta musicale della Schema.

L’amore per il Rhythm & Blues ed il Soul, stili musicali che Mario apprezza particolarmente, gli fanno amare alcuni artisti rappresentativi dell’universo della black music, passato ed attuale, come gli Earth Wind & Fire, Luther Vandross, Lou Rawls, Aretha Franklin, Erykah Badu, Will Downing.

Quando il produttore Luciano Cantone e Mario valutarono insieme il repertorio da eseguire, Mario dubitava di riuscire ad eseguire stilisticamente alcuni standard del repertorio classico americano come “Slow Hot Wind” e “On A Clear Day”, oppure “A Handful Of Soul”, ma ne rimase successivamente sorpreso. Questo ispirò lui e gli altri autori alla stesura dell’inedito “Gig”, di chiara matrice americana alla Cole Porter.

Per info Barfly: 071.2901224





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 21 febbraio 2007 - 1367 letture

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