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L'Ospedale di Osimo riconosciuto ''Amico dei Bambini'' dall'Unicef

4' di lettura 30/11/-0001 -
La struttura osimana un’eccellenza per la Regione Marche ed esempio di qualità dei servizi offerti al cittadino...

da Regione Marche
www.regione.marche.it


Un ospedale “Amico dei Bambini”. Questo è il “SS. Benvenuto e Rocco” di Osimo che ha ottenuto dall’Unicef Italia il prestigioso riconoscimento internazionale “Baby Friendly Hospital”, consegnato questa mattina nella città marchigiana, nel corso di una cerimonia ufficiale, svoltasi nella Sala Vici di Palazzo Campana.

Una tappa molto importante per il presidio ospedaliero osimano e per l’Azienda sanitaria unica regionale, che si pone lungo un percorso intrapreso dalla sanità regionale, volto al potenziamento e al miglioramento del livello di qualità dei servizi al cittadino, secondo le linee inserite all’interno del nuovo Piano Sanitario.

L’iniziativa “Ospedale Amico dei Bambini” è stata lanciata nel 1992 dall’Unicef e dall’OMS affinché tutti gli ospedali accolgano nel migliore modo possibile i neonati e diventino centri di sostegno per l’allattamento al seno.

Dal lancio dell’iniziativa a oggi quasi 20 mila ospedali in 150 Paesi, in via di sviluppo e industrializzati, hanno ottenuto il riconoscimento. L’Ospedale di Osimo è il primo e unico nelle Marche e si aggiunge agli altri dodici già riconosciuti in Italia.

L’Ospedale di Osimo diventa così una delle eccellenze regionali, toccando uno degli aspetti verso cui la politica regionale si è mostrata più sensibile: il benessere e la salute di tutta la cittadinanza, che in questo caso è rappresentata dai bambini, sui cui poggia il futuro di tutta la comunità.

Per diventare “Amico dei Bambini”, un ospedale deve applicare una serie di standard in favore dell’allattamento materno, tra cui una corretta informazione alle madri, il rooming in (permanenza di madre e bambino nella stessa stanza 24 ore su 24), il non accettare campioni gratuiti di sostituti del latte materno, non usare biberon o tettarelle e promuovere la formazione di tutto il personale.

“A questo proposito – ha detto il dottor Mauro Tiriduzzi, direttore del Dipartimento materno infantile della Zona 7 ASUR e dell’Unità operativa Ostetricia e Ginecologia di Osimo, coordinatore del progetto - questi risultati non sarebbero stati ottenuti senza la forte motivazione, la professionalità, l’entusiasmo, la consapevolezza e il senso di appartenenza del personale ospedaliero”.

“Il progetto – ha continuato Tiriduzzi – non ha come protagonisti la tecnologia o strumenti scientifici sofisticati ma la valorizzazione di un rapporto umano tra professionisti della sanità e chi deve fruire dei servizi sanitari”.

Sull’importanza della persona e del recupero della dimensione umana della sanità ha insistito anche Carmine di Bernardo, nuovo direttore della Zona 7, alla prima uscita pubblica, a cui è stato consegnato il riconoscimento da parte del presidente dell’Unicef Italia, Antonio Sclavi.

Alla cerimonia, a cui erano presenti figure professionali sanitarie ospedaliere territoriali e rappresentanti istituzionali, è inoltre intervenuto il consigliere regionale Marco Lucchetti, presidente della V Commissione Salute, il quale ha rimarcato come questo momento sia l’espressione di bella e buona sanità per le Marche: “In questa occasione, trattiamo un aspetto che si richiama a un tema importante: la persona al centro della tutela sanitaria e l’attenzione all’infanzia. Sono concetti che vogliamo ribadire specie alla vigilia del nuovo Piano Sanitario”.

Infine, la dottoressa Patrizia Carletti, per l’assessorato regionale alla Sanità, ha sottolineato che “questo lungo lavoro compiuto dall’Ospedale di Osimo e cominciato nel 2002, è un atto di umiltà, perché migliorare la qualità assistenziale implica impegno, capacità di confronto e di coordinamento. Sappiamo poi che nel ‘percorso nascita’ esistono momenti critici quali la scarsa umanizzazione e l’eccessiva medicalizzazione. Condizioni che non favoriscono l’allattamento al seno, specie per alcune donne appartenenti alle fasce più deboli, ma l’impegno della Regione è proseguire su questa strada e favorire sempre di più l’allattamento al seno”.


Sclavi, Di Bernardo

Tiriduzzi

Sclavi

Foto di Michela Sbaffo





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 16 febbraio 2007 - 1287 letture

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