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Menichelli: ''il nostro tempo non produce più, consuma soltanto''

3' di lettura 30/11/-0001 -
Si è conclusa domenica la quarta giornata della visita pastorale dell’Arcivescovo Edoardo Menichelli nella parrocchia-Duomo della Santissima Trinità. Il presule ha celebrato nella chiesa di San Filippo di Osimo la “Giornata del Malato” e la Santa Messa in Duomo....

da arcidiocesi Ancona-Osimo


Si è conclusa domenica 11 febbraio la quarta giornata della visita pastorale dell’Arcivescovo Edoardo Menichelli nella parrocchia-Duomo della Santissima Trinità, prima tappa del lungo pellegrinaggio del presule che quest’anno coinvolgerà anche le altre parrocchie osimane (13 in tutto, compresa la Ss.Trinità), le tre di Filottrano , oltre quelle di Staffolo e Offagna.

Domenica l’Arcivescovo Edoardo ha celebrato nella chiesa di San Filippo di Osimo la “Giornata del Malato” giunta alla sua quindicesima edizione, centrata quest’anno su “Fragilità e salute: orizzonti di speranza” nel corso della quale ha impartito l’unzione agli infermi.

Ai tantissimi fedeli presenti il presule ha consegnato a coloro che sono entrati nel tempo “della debolezza, della fragilità e della provvisorietà” due sentimenti da portare nel cuore: “la vecchiaia non è tempo di abbandono, perché ogni età ha la sua bellezza” e questa è il tempo della sapienza e della raccolta, ma è anche tempo del racconto in cui l’anziano consegna alle generazioni future la propria storia, la propria sapienza e la propria fede.

La visita pastorale si è conclusa con la Santa Messa in Duomo concelebrata assieme a don Quirino Capitani (parroco della Ss.Trinità), a padre Giulio Berrettoni (rettore della Basilica di San Giuseppe da Copertino), a don Flavio Ricci (vice parroco Trinità e presidente Caritas diocesana) e a monsignor Carlo Spazzi (segretario del Vescovo).

Nel ricordare che la visita pastorale non è un’ispezione, ma un itinerario di consolazione e di rinnovato impegno, il presule ha sottolineato come la Santissima Trinità sia parrocchia ma anche cattedrale, e come tale simbolo della storia cristiana, custode di “padri e patroni”, arricchita dalla presenza di un museo che non è solo luogo da vedere.

“L’arte infatti, per la Chiesa è una via missionaria ed evangelizzatrice”. Ed ha espresso un rammarico: “il nostro tempo non produce più, consuma soltanto”.Riferendosi al nome della chiesa intitolata alla Trinità, tre persone che si amano ed esprimono l’unità nella molteplicità, ha invitato i fedeli a farsi comunità modello in comunione di amore e misericordia dove nasce e si esprime la solidarietà. La funzione religiosa si è conclusa con la consegna da parte del pastore di Ancona e Osimo della pisside a don Quirino Capitani.

La visita pastorale proseguirà nella parrocchia di San Biagio nei giorni 17, 18, 19 e 21 febbraio, mentre il 23, 24, 26, 28 febbraio e 4 marzo nella parrocchia di Santa Maria Assunta Filottrano, a cavallo tra febbraio e marzo a Sant’Ignazio di Filottrano.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 13 febbraio 2007 - 1219 letture

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