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Dai DS no all’aumento delle tasse e alle spese superflue

3' di lettura 30/11/-0001 -
Per i DS è possibile evitare il ritocco delle aliquote con una politica di razionalizzazione delle spese, tra cui l’abbattimento dei costi relativi alle 12 società partecipate....

di Paola Andreoni
capogruppo consiliare DS


"Il gruppo consiliare dei Democratici di sinistra sollecita l’amministrazione comunale ad una maggiore chiarezza sul preannunciato aumento della tassazione dell’irpef o dell’ici, invitandola a non dare ridicole e generali giustificazioni. L’aumento che colpisce indistintamente tutte le fasce di reddito penalizzerebbe ovviamente le fasce più deboli, vanificando di fatto i vantaggi fiscali che discendono dalla Finanziaria, e contrastando con i principi di equità e difesa dei redditi.

Il gruppo dei DS contestando l’aumento della tassazione chiede all’Amministrazione Comunale come mai sia costretta a ricorrere all’aumento dell’Irpef quando da tempo non fa altro che sbandierare avanzi di amministrazione autoincensandosi sui risultati positivi dei bilanci. Perché allora aumentare le tasse ai cittadini osimani?

Apprendiamo dal balletto delle informazioni diramate dall’Amministrazione Comunale che l’aumento delle tasse troverebbe giustificazione nella necessità di realizzare opere riferendosi a strade, verde e scuole (a tal proposito si precisa che le scuole di cui l’amministrazione parla, scuola materna di San Sabino e scuole di Passatempo, sono finanziate con oneri di urbanizzazione).

Inoltre nella conferenza dei capigruppo tenutosi il 7 febbraio 2007 con l’assessore Pirani, lo stesso ha dichiarato che l’aumento è necessario per mantenere e aumentare i servizi sociali già esistenti e gestiti dall’Asso (assistenza portatori di handicap, assistenza domiciliare, sostenere le spese correnti per l’asilo nido della zona Sacra Famiglia e per quello di Osimo stazione privato con il quale intende effettuare una convezione) e per aumentare i servizi relativi alla manutenzione ordinaria del verde e delle strade, servizi questi gestiti dalla Geos.

Per far fronte a tali impegni che da soli non giustificano l’aumento della tassazione, l’amministrazione dovrebbe invece valutare la possibilità di razionalizzare le spese in altri settori dove ci potrebbero invece essere delle economie. Con la nuova finanziaria per i comuni non c’è obbligo di alzare le tasse, sono autonomi nel decidere se farlo o non farlo e ciò dipende da come sono i loro conti!

Il comune infatti può trovare gli spazi per economizzare le spese, senza per forza ricorrere all’utilizzo delle tasse. E la possibilità di economizzare per il comune di Osimo c’è in abbondanza.

Si potrebbe iniziare dalla riduzione dei costi relativi agli organi delle società partecipate; per un comune come Osimo è assurdo sostenere 12 società partecipate con i relativi costi dei consigli di amministrazione e con piani industriali che non danno utili; si potrebbero eliminare i costi di organismi e staff non indispensabili; si potrebbero contenere le spese evitando opere superflue e annullando spese per affitti, pagati a privati, di locali poi inutilizzati; si potrebbero limitare le consulenze esterne e gli incarichi professionali esterni rivalutando così le professionalità (già esistenti) interne al comune.

In conclusione se di aumento di servizi si deve parlare, va più che bene. Ma per sostenere i relativi costi il comune trovi spazi per le economie di altre spese superflue, riveda l’opportunità di mantenere l’affidamento dei servizi ad alcune delle società partecipate, metta a frutto gli avanzi tanto sbandierati e non ricorra alla tassazione. Altrimenti deve esplicitare il vero motivo della necessità di ritoccare, innalzandola, la leva fiscale."


I DS su "Le spese superflue dell'Amministrazione Latini"





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 10 febbraio 2007 - 1291 letture

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