Unione per Osimo: la triste sorte dei “Lilly i vagabondi” osimani

2' di lettura 30/11/-0001 -
Sembra che il canile di Ostra Vetere dove sono stati trasferiti gli 88 cani randagi osimani sia stato oggetto di denunce per maltrattamenti, a cui è seguito un blitz del nucleo di vigilanza ambientale...

da Unione Per Osimo
www.osimonews.it


Una notizia apparsa alcuni giorni or sono sulla stampa insieme alla dichiarazione del Comune di Osimo, in occasione della recente approvazione del regolamento comunale per la tutela degli animali d’affezione, di condannare i maltrattamenti e l’abbandono degli animali, impone di ricordare come invece la situazione dei nostri cani abbandonati sia tutt’altro che soddisfacente.

Partiamo dall’assurdo progetto del mega-canile di Passatempo redatto nel 2005 dal vice-sindaco Simoncini che prevedeva una struttura capace di accogliere 800 cani e gestita dalla Tecnovett, una ditta privata di Terni.

Un'opera subito fortemente avversata dai residenti, che ricorsero alle vie legali, preoccupati dall’impatto ambientale ed acustico, e che ha visto una decisa opposizione degli ambientalisti e del centro sinistra osimano che vedeva in quel progetto un operazione speculativa e di puro interesse economico a discapito dei cani che, concentrati in così forte numero, vedevano sfumare le loro possibilità di adozione presso le famiglie locali.

Tesi questa sostenuta anche dal recente pensiero animalista che vede il canile ormai come luogo di passaggio dove l’animale possa curarsi e riabilitarsi per poi essere adottato il prima possibile.

Del mega-canile di Passatempo se ne era occupato anche il Corriere della Sera, nel giugno dello scorso anno, con un articolo dal titolo “Anche i cani fanno business” della famosa giornalista della trasmissione Report di Rai 3, Milena Gabbanelli.

Erano poi giunte segnalazioni da parte di alcuni animalisti locali di gravi maltrattamenti di animali, che avevano scaturito denuncie e ispezioni della Forestale, presso un canile della provincia di Rieti guarda caso gestito proprio dalla Tecnovett.

La stessa Tecnovett che si è aggiudicata l’appalto della gestione del servizio di cura dei 88 cani randagi osimani che sono stati da pochi mesi trasferiti presso un canile di Ostra Vetere, dove, apprendiamo da un giornale vi sono state ancora denunce per maltrattamenti a cui è seguito un blitz del nucleo di vigilanza ambientale che ha trovato medicinali scaduti da più di 10 anni, topi morti nei box dei cani e recinzioni non a norma.

Il controllo delle Forze dell’Ordine è finito con una informativa di reato alla Procura per gravi violazioni della normativa igienico sanitaria e inosservanza della legge regionale per la custodia dei cani.

Anche su questo argomento il comportamento dell’amministrazione comunale lascia perplessi dimostrando le preoccupazioni e le denunce del centro sinistra del tutto fondate.

Qui il testo dell'interrogazione che la Consigliera Andreoni ha fatto in proposito.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 07 febbraio 2007 - 1378 letture

In questo articolo si parla di paola andreoni, unione per osimo, amici a quattro zampe





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