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Presentata sabato la Carta Ittica della Provincia di Ancona

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E' stata presentata sabato la Carta Ittica della Provincia di Ancona, strumento di base per la gestione dell’ittiofauna che fotografa le diverse realtà presenti negli ambienti fluviali provinciali....

di Eleonora Tamantini
eleonora.tamantini@vivereosimo.it

Presentata sabato, presso l’aula magna dell’Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri “Corridoni” di Osimo, la Carta Ittica della Provincia di Ancona, strumento tecnico scientifico che raccoglie le mutazione biologiche rispetto alle popolazioni ittiche e le influenze che ambiente e fattori antropici esercitano su di esse.

La redazione e il coordinamento del progetto è a cura dell’Università degli Studi di Camerino. A condurre le indagini un gruppo di lavoro composto dal prof Paolo Melotti, dalla prof.ssa Alessandra Roncarati, dal dott Andrea Dees, dal dott Alberto Felici e dalla dott.ssa Leila Forlini.

Hanno tenuto a “battesimo” la nuova carta il Presidente della Provincia di Ancona Enzo Giancarli, l’Assessore alla tutela del patrimonio faunistico ed ittico Stefano Gatto, Paolo Melotti docente dell’Università degli Studi di Camerino, Alessandra Roncarati docente dell’Università degli Studi di Camerino, Massimo Sbriscia Dirigente del Settore Ambiente della Provincia di Ancona e Claudio Fratini funzionario assegnato alla P.F. sport, Tempo libero, caccia e pesca sportiva della Regione Marche.

La nuova stesura della Carta ittica va ad aggiornare la precedente versione del 1998, prima nella regione Marche nonché uno dei primi documenti pubblicati in Italia. Gli albori degli studi di settore risalgono agli anni 70, è solamente a partire dai 90 che, da strumenti di tipo amministrativo, le carte ittiche assumono l’odierna veste.

L’attuale documento, inquadrato nel dettato della legge regionale n. 11 del 2003, non ha il solo scopo di fotografare le diverse realtà presenti negli ambienti fluviali provinciali, ma si propone come strumento di base per la gestione dell’ittiofauna prendendo in considerazione i diversi aspetti tecnico-scientifici con l’obiettivo di stabilire una proficua convivenza tra pesca sportiva e salvaguardia di un patrimonio naturale.

Si tratta insomma di uno strumento che vede bilanciare diversi interessi, non a caso alla stesura hanno collaborato le Associazioni dei pescatori sportivi e gli Ambientalisti.

Le tecniche adottate per la realizzazione poggiano su basi scientifiche, i dati sono stati raccolti in ripetute campagne di campionamento eseguite nelle diverse stagioni nelle stazioni ripartite su quattro bacini, in modo da disporre di informazioni comparabili.

I dettagli tecnici sono stati illustrati dagli esperti dell’Università camerte ad un uditorio che ha seguito con attenzione l’intera dissertazione.

L’iniziativa evidenzia il forte impegno della Provincia di Ancona nei confronti della tutela degli ambienti acquatici, considerando la salvaguardia della qualità e della quantità dell’acqua come condizione imprescindibile per permettere di affrontare correttamente qualunque progetto di recupero e valorizzazione ambientale.


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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 27 gennaio 2007 - 1529 letture