Tumini: La politica deve tener conto dei rischi ambientali

4' di lettura 30/11/-0001 -
Lettera aperta che Michelangelo Tumini, segretario DS dell'ambito Aspio-Musone, ha scritto al Sindaco di Osimo invitandolo ad alcune riflessioni sullo sviluppo sostenibile ed il consumo del territorio....

da Michelangelo Tumini
Segretario D.S. Ambito Aspio-Musone



Caro Sindaco, poiché l’incontro concordato per due volte sul tema la Villa di Montegallo non c’è stato, ho scelto di inviarLe una lettera aperta sia per rinnovarle l’invito a porre una seria riflessione sul tema di quella preziosa Villa, che per tornare sulle sue risposte alle osservazioni da me fatte nel corso del dibattito sul convegno mostra “links” dello scorso 13 dicembre.

Tanto Lei che il Prof. Terranova, (concordi invece con quanto da me sottolineato i Prof. De Grassi e Pugnaloni), mi avete messo in bocca parole e proposte politiche che sono solo sue e del chiarissimo professor Terranova.

Il mio intervento, da Lei non ascoltato in quanto in quel momento era impegnato in Consiglio Comunale, aveva evidenziato la bontà del lavoro svolto dall’Università Politecnica delle Marche e richiamato l’attenzione su di un tema: il consumo del territorio e la necessità della politica e delle scienze tecniche ed architettoniche di operare in sinergia mettendo al centro il problema dello sviluppo “sostenibile”.

La sua risposta, mi passi il termine, è stata di un “infantilismo politico” unica. Noi (io e Matteo Biscarini) a detta sua, nonché del citato prof. Terranova, saremmo contro ogni innovazione e vorremmo riportare o mantenere (se ve ne fosse ancora!!!) lo “status quo” dell’anteguerra.????

Signor Sindaco, lei ha creduto così di liquidare un tema di cui nessuno oggi può far finta che non esista. Credo che la sua intelligenza, conoscenza e cultura non possano averle fatto sfuggire gli studi, i rapporti pubblicati sui temi della sostenibilità ambientale; se le fossero sfuggiti le consiglio di leggere la pubblicazione curata da PIERO ANGELA e Lorenzo Pinna dal titolo “La Sfida del secolo” Energia: 200 domande sul futuro dei nostri figli, il 2° Rapporto sullo Stato dell’Ambiente della Provincia di Ancona, ed altri studi affrontati in termini di eco-economy e di mutazioni climatiche ,uno per tutti quello realizzato dall’IPCC (International Panel on Climate Change), quest’ultimo un organismo dell’O.N.U. costituito per valutare l’impatto dell’effetto serra.

La politica non può e non potrà non tener conto dei rischi ambientali, abbiamo appena cominciato ad avvertire i segnali, con le due ultime abbondanti piogge, della precarietà idro-geologica di questo territorio. Se non incominceremo da subito a praticare scelte che vanno verso un modello di “sviluppo sostenibile” le conseguenze le pagheremo non solo noi, ma soprattutto i nostri figli.

La Commissione Europea per l’Ambiente e Sviluppo presieduta dal norvegese Gro Harlem Brundtland, a conferma disse che occorre fare scelte di sviluppo che garantiscano il benessere delle generazioni attuali senza compromettere quello delle future.

La domanda a cui dobbiamo rispondere, come politici, visto che il suolo, l’acqua e l’aria, le fonti energetiche sono risorse limitate e diventano sempre più scarse, è: costruiamo fino a che c’è spazio??? o studiamo logiche appropriate per garantire uno sviluppo possibile e sostenibile??

Noi crediamo che la via sia quella del risparmio e dell’investimento nella innovazione e nella ricerca, per ripristinare un’opportunità di crescita equilibrata e monitorata rispetto alle risorse esistenti evitando di abbattere l’ultimo albero.

Inoltre in materia edilizia di non favorire la pura rendita, ma edificare con tecniche che privilegino il risparmio energetico e con tassi di sviluppo correlati agli indici demografici tendenziali effettivi, avendo cura anche di garantire quote di edificazione pubblica agevolata e convenzionata.

In termini economici dobbiamo evitare una crescita tout court, e tener ben in vista il cosiddetto punto di rottura o break-even point, in quanto dopo non c’è più incremento di ricchezza, ma distruzione.

Credo che la politica un po’ populista con cui si da il contentino a tutti, per avere mano libera nel favorire chi ha già tanto, alla fine verrà capita anche dai meno accorti. Allora forse io e Lei non ci saremo più a far politica, ma sicuramente altri pagheranno i danni provocati da scelte che oggi appaiono brillanti, ma che nel lungo termine mi creda, provocano distruzione di patrimonio.

La lotta politica si fa sulle scelte. Confrontiamoci su quelle. La demonizzazione dell’avversario (comunista e/o terrorista) lasciamola ai poveri diavoli. Osimo e il territorio ha bisogno di infrastrutture funzionali e di una riqualificazione urbana. Confrontiamoci su quali economie vanno fatte per investire in tal senso, il resto è infantilismo politico.

Colgo l’occasione per formulare i migliori auguri di un buon 2007 e di salutarla cordialmente.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 05 gennaio 2007 - 1502 letture

In questo articolo si parla di michelangelo tumini





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