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Giunta regionale a Osimo, proposta di legge sulle Ipab

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Dalla visita alla Fondazione Grimani Buttari a Osimo, nasce una proposta di legge che prevede la piena autonomia delle istituzioni pubbliche di assistenza benefica (Ipab)...

da Regione Marche
www.regione.marche.it

Piena autonomia delle istituzioni pubbliche di assistenza benefica (Ipab), riconoscendo a esse la possibilità di mantenere la natura pubblica o di trasformarsi in persone giuridiche di diritto privato.

Lo prevede una proposta di legge della Giunta regionale che disciplina il riordino delle Ipab. Il testo è stato licenziato oggi dall’esecutivo, nel corso della seduta settimanale, convocata, a Osimo, presso la Fondazione, nell’ambito della visita pre-natalizia alle strutture di assistenza cittadine.

La proposta, adottata su iniziativa dell’assessore ai Servizi Sociali, Marco Amagliani, verrà trasmessa al Consiglio regionale per l’approvazione in legge.

Le Ipab sono state disciplinate, per la prima volta, con la 6972/1890, più nota come legge Crispi. Le Opere pie e gli altri enti morali di assistenza ai poveri e di educazione divennero istituzioni pubbliche, acquistando anche natura pubblica. Lo scopo era quello di valorizzare la generosità dei cittadini a favore delle persone in condizioni di disagio.

La legge ha continuato a operare fino al 1977, quando una normativa (Dpr 616) ha cercato di integrare le attività delle Ipab nell’ambito dei servizi comunali. La Corte costituzionale intervenne per garantire l’autonomia di queste istituzioni benefiche, eliminando le disposizioni che impedivano alle Ipab di “continuare a sussistere assumendo la persona giuridica di diritto privato, qualora abbiano i requisiti di un’istituzione privata”.

Nel 1990 un decreto del presidente del Consigli dei ministri ha chiarito che le Ipab possono assumere personalità giuridica di diritto privato, ma solo con la legge 328/2000 viene affrontata, per la prima volta, in maniera organica, il riordino di questi enti.

Infine è intervenuto il decreto legislativo 207/2001 che affida alle Regioni la stesura delle modalità applicative per inserire le Ipab nel sistema dei servizi sociali e sociosanitari.

“La Regione Marche – chiarisce l’assessore Amagliani – ha ritenuto indispensabile, prima di procedere alla stesura di una legge, effettuare uno studio propedeutico sullo stato delle Ipab nel territorio, per calare, quanto possibile, la normativa alla realtà esistente. Riteniamo, pertanto, che la proposta trasmessa in Consiglio rappresenti il frutto di scelte ben ponderate”.

Secondo gli orientamenti della Giunta, le Ipab possono trasformarsi in enti di diritto privato o mantenere la natura pubblica, divenendo Aziende di servizi alla persona che – fermi restando gli obiettivi statutari – si inseriscono nel sistema integrato dei servizi sociali comunali. Le Aziende pubbliche di servizi alla persona, non costituiranno, però, semplici strumenti dell’amministrazione comunale, ma saranno dotate di autonomia imprenditoriale, perseguendo i propri scopi attraverso un bilancio, un patrimonio e organismi decisionali, ai quali si affiancherà la figura del direttore.

È anche previsto che il rapporto di lavoro del personale abbia natura privatistica. Il Comune, titolare della funzione di vigilanza, interverrà solo nei casi in cui le Aziende commettano gravi illegittimità o si allontanino dagli scopi statutari. L’inserimento delle Aziende nel sistema integrato dei servizi sociali consentirà, alle stesse, di partecipare alla programmazione regionale e di ambito.


Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 19 dicembre 2006 - 1437 letture