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Tariffa igiene urbana: l'Astea vuole indietro i soldi

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Dopo il passaggio nel 2000 dalla Tarsu alla Tia, l'Astea concesse diverse agevolazioni fiscali sulla scorta della promessa di un importante contributo da parte del Comune. Poiché i soldi del Comune non sono arrivati ora l'Astea chiede a chi ha beneficiato delle agevolazioni di restituire le somme condonate.

di Redazione

Nel Gennaio 2000 sulla scorta del decreto Ronchi l’Amministrazione Comunale sceglie di passare dalla tassa sui rifiuti solidi urbani (Tarsu) alla tariffa di igiene urbana (Tia) trasferendo gestione e riscossione all’Astea.

Il passaggio determinò aumenti esorbitanti che colpirono pesantemente in particolar modo le utenze non domestiche (bar, ristoranti, ecc...) con bollette a 6 zeri recapitate il 18 Settembre 2001: la “stangata del patrono”.

Date le proteste dei commercianti, furono promesse e quindi messe in atto delle agevolazioni economiche di cui beneficiassero le utenze non domestiche maggiormente colpite.

Questa manovra si rese possibile grazie ad un accordo tra Comune e Astea: il Comune si sarebbe accollato gli oneri della gestione Geos della ex-discarica per una somma di un miliardo e 8 milioni di lire.

L’Astea perciò comincia ad applicare gli sgravi alle bollette di fronte alla promessa del Comune di rifonderle tale somma. Passa il tempo, il Comune non paga. L’Astea è costretta ad attingere al proprio fondo di riserva per finanziare le agevolazioni fiscali in attesa del contributo comunale.

L’Amministrazione Comunale nel 2002 annulla improvvisamente le delibere che consentivano il meccanismo delle agevolazioni definendo l’operazione illegittima (“si ritiene che gli atti siano viziati sotto il profilo della legittimità perché in contrasto con i principi dell’ordinamento contabile delle autonomie locali”).

L’Astea, a 4 anni di distanza, sta provvedendo ora a spedire diverse missive ai beneficiatari delle agevolazioni per aver indietro i soldi.

La vicenda è stata portata a galla dal consigliere DS Mauro Pellegrini (leggi qui: Astea S.p.a, FORTE CON I DEBOLI, DEBOLE CON I FORTI)) che ora presenterà un esposto al Garante regionale del contribuente.


Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 07 novembre 2006 - 1649 letture