Comitato 16/9: ''Basta parole, o non ci limiteremo a manifestare''

3' di lettura 30/11/-0001 -
"Se le risposte da oggi in poi non saranno immediate e serie i toni del confronto cambieranno decisamente e non ci limiteremo a manifestare, ma inizieremo a puntare il dito contro quelle forze politiche che fino ad oggi hanno solo parlato".

da Comitato 16 Settembre


"Le parole di Bertolaso e il comportamento delle banche ci hanno decisamente messo in forte agitazione. Il fatto che Bertolaso senza possibilità di replica abbia lasciato intendere che l’intera cifra sia stata stanziata ha creato malumore e preoccupazione perché si è pavoneggiato quando di fatto non ha concesso neanche la calamità naturale ma solo lo stato di emergenza e l’emendamento alla finanziaria firmato solo da alcuni parlamenteri contro la totalità che aveva dimostrato disponibilità: si sappia che nel caso venga posta la fiducia decadrà automaticamente ogni emendamento e ci troveremo con un pugno di mosche in mano.

Dalla riunione del comitato di venerdì sera è risultato palese che i danneggiati fino ad oggi composti hanno perso la pazienza e minacciano azioni clamorose. Come dare loro torto? La situazione sta diventando incandescente e rischia di sfuggire di mano a tutti, o le risposte da oggi in poi saranno IMMEDIATE E SERIE o i toni del confronto cambieranno decisamente e non ci limiteremo a manifestare, ma inizieremo a puntare il dito contro quelle forze politiche che fino ad oggi hanno solo parlato e si sono messe in vetrina approfittando della situazione facendo deliberatamente nomi e cognomi, se necessario acquistando pagine di giornale anche su testate nazionali come il Sole 24 Ore.

Il nostro motto da oggi è BASTA PAROLE SOLO FATTI E SUBITO! I politici che fino ad oggi abbiamo difeso, hanno perso inutilmente quasi un mese di tempo che oggi paghiamo sulla nostra pelle e se non ci fossimo mossi noi forse non avrebbero fatto assolutamente nulla oltre ad ottenere i 5.000.000.00 di €uro che erano un’offesa o una goccia d’acqua nell’oceano.

INOLTRE non chiediamo ma PRETENDIAMO di sedere al tavolo di concertazione insieme alla Regione e a tutte le forze in campo coinvolte in questa fase successiva all’emergenza. Fino ad ora hanno detto di farci partecipare. E' capitato solo una volta per una strana e inutile riunione alla quale siamo stati invitati dove abbiamo incontrato i resp. di filiale delle banche che non avevano nessun potere decisionale e le volte che abbiamo avuto occasione di incontrare i parlamentari è stato grazie all’invito a riunioni di Assindustria e di Confartigianato.

Da oggi PRETENDIAMO che tutti facciano la loro parte con l’impegno e la capacità che ci si aspetta da chi è stato votato, dalle confederazioni di categoria che devono far sentire più forte la loro voce, alle banche e noi per primi che conosciamo perfettamente i nostri problemi e non chiediamo la luna, ma vogliamo solo quel poco che ci serve per ripartire e per riprendere quelle quote di mercato che in un mese abbiamo lasciato in mano alla concorrenza

Chi meglio di noi conosce i propri bisogni e le modalità per riavviare le nostre imprese? Non è detto che si chieda più soldi di quanti il Governo oggi ci possa dare, ma spenderli nel modo giusto, per le cose che ci servono realmente, si! Non come i 15.000.000.00 di €uro stanziati per l cassa integrazione che non servono a nessuno!"





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 24 ottobre 2006 - 1186 letture

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