CNA: Molte imprese alluvionate rischiano la chiusura

2' di lettura 30/11/-0001 -
La CNA di Zona Sud di Ancona registra imprese fornitrici che sono restie a consegnare nuove forniture e soprattutto sembrano voler “tagliare” i rapporti con le imprese alluvionate. Un fenomeno che rischia di aggravare ancora di più la situazione.

da CNA Ancona


Secondo la CNA di Zona Sud di Ancona, molte delle imprese alluvionate rischiano la chiusura nei prossimi due mesi. Le ditte colpite, infatti, necessitano di finanziamenti a fondo perduto, ma soprattutto di tempi certi.

Infatti sono i lunghi tempi che creano incertezza nelle imprese: se vi devono essere degli aiuti, denunciano gli imprenditori, che questi vengano nel più breve tempo possibile. Alcune imprese colpite non sono ancora al 100% della produzione. Sono quelle imprese che rischiano la chiusura.

Già alcuni imprenditori annunciano che se non vi saranno novità certe sul fronte degli aiuti governativi entro qualche settimana cesseranno l’attività. In pochi, infatti, sono ancora disponibili ad ipotecare la casa per risollevarsi da questa tragedia.

Secondo le testimonianze raccolte, inoltre, molti dei clienti delle imprese colpite si sono rivolte a ditte concorrenti, ma anche i primi fornitori hanno iniziato ad avere “atteggiamenti” poco comprensivi verso le imprese alluvionate.

Su quest’ultimo punto la CNA di Zona Sud di Ancona registra imprese fornitrici che sono restie a consegnare nuove forniture e soprattutto sembrano voler “tagliare” i rapporti con le imprese alluvionate. Un fenomeno che rischia di aggravare ancora di più la situazione.

“Abbiamo appreso la notizia dello sblocco dei 5 milioni di euro dagli organi di informazione – dichiara Maurizio Bertini, Segretario di Zona Sud di Ancona – attendiamo ora maggiori dettagli sull’erogazione di questi finanziamenti. Sicuramente questo non può bastare, abbiamo la necessità di velocizzare i tempi di risposta delle istituzioni.

L’intervista di Bertolaso ha inoltre rimarcato la necessità di una riflessione seria sullo stato del nostro territorio – conclude Bertini – Siamo tutti coscienti che l’evento è stato eccezionale ed imprevedibile, ma sicuramente esiste un problema di gestione del territorio. Una più accurata programmazione territoriale probabilmente avrebbe permesso di limitare i danni, ma ora quello che ci preme è aiutare le imprese colpite dai tragici eventi del 16 settembre”.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 21 ottobre 2006 - 1396 letture

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