La C.I.A. incontra associati e autorità: ''necessari fondi e prevenzione''

3' di lettura 30/11/-0001 -
Nello scenario post-alluvione, per la C.I.A. due sono gli obbiettivi a cui puntare: ottenere più fondi per ammortizzare i forti danni subiti da tutte le categorie e sviluppare una politica di prevenzione, affinché non si verifichino più simili catastrofi.

di Michela Sbaffo
redazione@vivereosimo.it


5 milioni di euro sono troppo pochi: il fondo offerto dal Governo non sembra sufficiente neanche alla C.I.A. (Confederazione Italiana Agricoltori) della provincia di Ancona incontratasi ieri, presso l’istituto Campana di Osimo, con gli operatori del settore, autorità provinciali e regionali.

Erano presenti: per la C.I.A. il presidente provinciale Evasio Sebastianelli, il segretario locale Fausto Stacchiotti; per la Regione, il presidente del consiglio Raffaele Bucciarelli; per la Provincia Stefano Gatto, Assessore alla Protezione Civile, e due rappresentanti di Carla Virili (assessore all’agricoltura) e di Patrizia Casagrande Esposto (assessore all’ambiente) impossibilitate a partecipare. Presenti anche Luigi Giacco (DS) e una delegazione dei parlamentari marchigiani: l’on. Claudio Maderloni (DS), on. Giulio Conti (AN), on. Renato Galeazzi (DS).

Per la C.I.A. sono due gli obbiettivi a cui puntare: ottenere più fondi per ammortizzare i forti danni subiti da tutte le categorie e sviluppare una politica di prevenzione, affinché non si verifichino più simili catastrofi.

“Si è operato uno scempio dell’ambiente, in particolar modo nel territorio osimano –ha denunciato Donatella Manetti, operatrice del settore, di Offagna– e ne paghiamo ora le conseguenze. L’acqua si è trovata di fronte un terreno reso impermeabile dalle lottizzazioni e si è sfogata creando nuove vie ovvero scavando lungo il suo corso veri e propri canyon, profondi anche 5m.”

Concorde Sebastianelli: “Questo evento deve aiutarci a ripensare il nostro rapporto con il territorio: una misura possibile sarebbe affidare agli agricoltori stessi la cura del podere (taglio di erba, rimozione foglie, pulizia fossi) senza affidarci a ditte che non sono del territorio e, impegnate in numerosi interventi, spesso non compiono a fondo il loro dovere.”

Una proposta valida se non fosse che “non possiamo certo compiere questi interventi con un falcettino –ha spiegato Alessandro Pirani, agricoltore osimano– Se questi lavori di manutenzione ricadranno sugli agricoltori ci sarà bisogno di macchinari appropriati e perciò di soldi: dato che le ditte che si occupano di questi lavori sono solitamente pagate dagli enti, se questi interventi venissero affidati a noi si dovrebbe provvedere da parte degli stessi enti con un congruo rimborso.”

Questo per quanto riguarda la prevenzione futura. Ma per i danni di oggi? Rimangono circa due settimane di tempo utile ai soggetti colpiti dall’alluvione per comunicare alla Regione l’entità dei danni subiti, tramite apposita modulistica con tanto di cifre e documentazione fotografica.

La concessione di 5.000.000€ per ora ottenuta dietro decreto statale ha deluso tutti. Gatto si è mostrato ottimista: “Molto spesso i finanziamenti sono concessi a stralci e questo potrebbe essere il primo della serie”; da parte loro, i rappresentanti dei parlamentari marchigiani hanno fatto presente il loro impegno a Roma come portavoce delle istanze locali, perché non cali l’attenzione sull’evento e siano date risposte precise.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 10 ottobre 2006 - 971 letture

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