Ss. 16: ''Noi, i più colpiti e i più dimenticati''

3' di lettura 30/11/-0001 -
Parlano i titolari della MT MOTORS - AUTO 82 - CFP, tre ditte adiacenti site presso la Ss16 e colpite violentemente dal nubifragio del 16: 3 metri d'acqua hanno spazzato via il lavoro di generazioni. Di chi è la responsabilità di tutto questo? Arriveranno i finanziamenti statali? Quando?

di Michela Sbaffo
redazione@vivereosimo.it


Le foto che rimangono a testimoniare quanto successo sono impressionanti: un intero piazzale ricoperto da almeno 3 metri di acqua e fango, macchine e macchine sommerse.

Eppure non tutti si sono resi ancora conto di quanto ha potuto compiere la sferzante pioggia di quell’ormai famigerato 16 settembre ai danni delle imprese della SS 16: “Clienti che ho in Ancona -ci spiega Andrea Pesaresi, titolare della CFP- si meravigliano del fatto che non posso inviare loro merci. Ho dovuto mettere online le foto del disastro per far capire loro quanto sia drammatica la situazione in cui verso.”

MT MOTORS di Tommaso Agostinelli, 4.160.000 € circa di danni; AUTO 82 del fratello Maurizio Agostinelli poco più di 3.000.000 € di danni; CFP (Centro Forniture Pesaresi) circa 1.500.000€. Una settimana per rimettere in ordine gli stabili delle tre ditte confinanti e il lavoro di 200/250 persone impiegate solo per le pulizie.

“Noi non siamo gente che si piange addosso –ha continuato Pesaresi- ma se non arrivano questi finanziamenti dallo Stato dovremo chiudere. Le assicurazioni non ci tutelano: delle aziende della zona solo il 5% ha una polizza che copra i danni da alluvione; nel mio caso particolare, al momento di firmare la polizza ho richiesto di essere coperto anche per questo tipo di danni ed ora invece, per motivi formali, clausole e cavilli, scopro che non sarò risarcito.”

Quando arriveranno i finanziamenti? Di che entità saranno? I titolari delle tre ditte danno voce agli interrogativi delle tante aziende messe in ginocchio dalla bomba d’acqua. Ma un’altra domanda, altrettanto forte, si fa strada: “Di chi è la responsabilità di tutto questo? –si chiede Pesaresi– in decenni non si era mai verificato un allagamento di tale entità.”

Sotto accusa, le feritoie poste sotto la ferrovia, essenziali per far defluire l’acqua piovana dalla strada ai campi circostanti (un appezzamento di 50 ettari di terra), ma ostruite da anni di mancata manutenzione. “Nulla da rimproverare alla giunta comunale e al C.O.C. –aggiunge Agostinelli- impeccabili per la serietà e competenza con cui hanno gestito l’emergenza. Ma altri dovranno rispondere delle proprie responsabilità.”

Con decisione, continua Agostinelli, “Porteremo questo caso all’attenzione di Striscia la Notizia e di altre trasmissioni nazionali. Se sarà necessario arriveremo a forme estreme di protesta. Siamo stati i più colpiti e i più dimenticati ma non può finire così.”












Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 03 ottobre 2006 - 1671 letture

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