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Confartigianato: timori che il decreto sia solo “di facciata”

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Il nostro più grande timore – spiega Paolo Picchio, responsabile sindacale della Confartigianato di Osimo - è che il decreto che stanzierà i fondi per coprire i danni della “bomba d’acqua “ sia solo "di facciata".

da Confartigianato di Ancona

Sedici giorni fa Osimo Stazione e Monte Camillone ed anche altre zone erano sommerse dall’acqua. Ad oggi quali risposte per chi ha perso tutto?

E’ la forte preoccupazione del responsabile sindacale della Confartigianato di Osimo Paolo Picchio che ribadisce con forza come non poche aziende siano ancora in uno stato di completo fermo produttivo.

E’ per questi imprenditori che ad oggi sono ancora completamente bloccati che il “dimenticatoio” come pure una sottostima della gravità della loro situazione rischia di trasformarsi in morte aziendale.

Le Istituzioni non possono far finta di niente di fronte a situazioni che porteranno alla perdita di posti di lavoro e di ricchezza nel nostro territorio.

Il nostro più grande timore – prosegue Paolo Picchio - è che il decreto che stanzierà i fondi per coprire i danni della “bomba d’acqua “ sia solo di facciata; dichiarare lo stato di emergenza così come la calamità naturale significa esclusivamente predisporre un contenitore. Adesso è il momento dei contenuti perché ogni giorno che passa queste imprese vedono allontanarsi la possibilità di ripartire.

La Confartigianato ha già mobilitato la sua Confederazione nazionale e per bocca del Presidente nazionale Giorgio Guerrini si è fatta portavoce presso il Governo delle esigenze di tutti gli imprenditori danneggiati. Tra queste esigenze la tempestività degli aiuti economici è stata rimarcata come basilare.

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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 03 ottobre 2006 - 846 letture