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Unione: ''Seduta fiume per il Prg? Una strategia politica''

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I consiglieri comunali del centrosinistra esprimono la loro disapprovazione in merito alla scelta dell'Amministrazione Comunale di convocare una seduta fiume per la discussione delle 375 osservazioni al Piano regolatore: "impossibile una adeguata valutazione degli argomenti da trattare in aula".

da L'Unione per Osimo
I consiglieri comunali del centrosinistra, tramite il coordinamento de L’Unione per Osimo, intendono manifestare e portare a conoscenza dell’opinione pubblica, tutta la loro disapprovazione per il comportamento dell’amministrazione comunale in merito all’adozione definitiva del nuovo piano regolatore generale che il civico consesso sarà chiamato a votare in una seduta fiume che si protrarrà, a partire da oggi, per tutta la settimana, sabato e domenica compresi.

Si deplora il modo cui i consiglieri sono stati messi in condizione di lavorare, e i tempi da “lavori forzati” a cui sono stati chiamati, che di fatto renderà impossibile una adeguata valutazione degli argomenti da trattare in aula.

La convocazione appena 4 giorni prima; il deposito di tutto il materiale, riguardante ben 375 osservazioni, tra cui alcune molto complesse che sottendono almeno 3 o 4 aspetti diversi, messe a disposizione solo alle 16,30 di lunedì 24, proprio allo scoccare dell’ultimo secondo utile stabilito dai regolamenti, non hanno certo messo in condizione i consiglieri di svolgere al meglio il loro mandato conferitogli dai cittadini.

Una sola riunione preparatoria della commissione consiliare, alla presenza dell’assessore all’urbanistica Alessandrini che però ha fatto parlare solo il tecnico comunale, quando di solito in questi casi ne servirebbero diverse, come ad esempio avvenuto a Falconara (stessa popolazione) dove le riunioni della commissione sono state ben 5, e lo strumento urbanistico è stato approvato in diversi mesi di assemblee consiliari.

Tutta questa furia nel voler adottare il prima possibile questo prg non è assolutamente necessaria e utile per la città: il termine di 180 giorni di cui ha parlato l’amministrazione, dalla prima pubblicazione, entro i quali si dovrebbe votare definitivamente l’atto non è vincolante e può essere protratto fino a 3 anni, specialmente quando sussistono delle motivazioni come in questo caso che ha visto pervenire un grande numero di osservazioni.

Si insinua il sospetto che si voglia far passare questo provvedimento, che tante discussioni e polemiche ha sollevato e che soprattutto andrà ancora una volta ad incidere pesantemente sul nostro territorio già massicciamente sfruttato dal punto di vista urbanistico, proprio nel classico periodo dove la gente è più distratta ed è proiettata giustamente verso il mare e le vacanze.

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EV

Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 28 luglio 2006 - 886 letture