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Prima e dopo il Medioevo: una storia del costume

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La mostra, a cura dell’Accademia della Crescia e dell’IPSIA “M. Laeng”di Osimo, è esposta nella chiesetta dell’Istituto S. Zita, in occasione delle "Feste Medievali".

da Accademia della Crescia
Nella chiesetta dell’Istituto S. Zita vengono esposti abiti di diverse civiltà ed epoche, dai Piceni, ai Bizantini ai secoli tra il Duecento e il Settecento.

I costumi presentati sono una parte della ricca collezione di abiti storici che, studenti e docenti della Sezione Moda dell’IPSIA “M. Laeng” di Osimo, hanno realizzato con un’attenta ricerca dei materiali e con notevole perizia tecnica.

L’accurata ricostruzione dei modelli, basata su fonti documentarie e pittoriche, permette di delineare una storia del costume e di evidenziare l’evoluzione culturale di cui sono un segno il mutare del gusto estetico e dei modi di vestire.

La mostra è arricchita da schede esplicative e da disegni su tavola da cui il visitatore attento può ricavare informazioni sul procedimento di ricostruzione storica e di esecuzione dei modelli, che richiedono abilità nel disegno e nella confezione e nozioni di storia dell’arte e del costume .

In alcuni casi nella realizzazione degli abiti è stata attuata una simulazione dei materiali originari, cercando però di dare spazio alla linea, ai colori e ai motivi ornamentali; in altri casi la ricostruzione di tipo filologico è stata attenta ad ogni dettaglio.

In questo senso sono da segnalare i costumi piceni, già esposti nell’importante Mostra Intenazionale sulla Civiltà Picena realizzata dalla Soprintendenza Archeologica e dalla Regione Marche alcuni anni fa. I tre abiti piceni sono il frutto di uno studio scientifico basato su resti tombali e decori vascolari, con la fedele riproduzione dei tessuti e dei colori e con una confezione eseguita interamente a mano.

Per i costumi bizantini e per quelli medievali e rinascimentali, invece, visto lo sfarzo dell’epoca, che richiedeva materiali di alto costo come pelliccia, ricami in oro e impiego di pietre preziose, si è fatto ricorso a elementi pittorici per le decorazioni, mentre è stato fedelmente riprodotto il taglio storico dei vestiti.

Infine, per i costumi dal 1500 al 1700, come fonti documentarie sono stati utilizzate opere di famosi pittori: la somiglianza con le immagini è fondata non solo sulla ricostruzione precisa di linee e volumi, ma anche sui materiali impiegati e sulla lavorazione.

Nel visitare la mostra è interessante osservare che le creazioni contemporanee, per le competenze tecniche e per ideazione , prendono vita spesso da una rivisitazione e rielaborazione di modelli antichi.



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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 24 luglio 2006 - 1052 letture