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Camerano: la COAL chiude in attivo e ristorna due milioni di euro ai 220 soci.

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Bilancio positivo per la COAL di Camerano una cooperativa con 220 soci e 320 negozi nelle Marche e nelle vicine regioni: Abruzzo, Umbria e Lazio. Oltre 3. milioni di euro di utile di cui 2 milioni distribuiti ai soci con la formula mutualistica.

da Confcoperative Marche
Aderente alla Confcooperative, che nelle Marche associa 480 cooperative con 61.224 soci, 9421 dipendenti e 1.573 milioni di euro di fatturato globale, la COAL può definirsi una delle poche imprese nate nelle Marche che resta in quel sistema marchigiano di sviluppo che spesso viene messo in discussione con l’emigrazione di tante aziende marchigiane in gruppi più consistenti ed aventi sede in altre parti d’Italia o addirittura all’estero.
Forse è una rarità – sostiene la Presidente Raniera Sopranzetti -, ma è una realtà. La COAL nell’esercizio 2005 ha ristornato ai soci circa quattro miliardi delle vecchie lire. E’ questa la caratteristica principale di una delle cooperative più vecchie delle Marche che ha saputo creare ricchezza e che continua ad offrire un servizio qualificato ai soci, per lo più famiglie, che gestiscono punti vendita in Città e Paesi piccoli e medio grandi, dove spesso è difficile far restare un’attività produttiva. Sono i Paesi dell’entroterra collinare e montano con uno spopolamento critico che mette in difficoltà chi per affetto o per necessità deve restare. Ebbene le piccole realtà associate alla COAL stanno riuscendo a salvare non solo l’economia di questi piccoli centri, ma anche il tessuto sociale fatto, soprattutto, di anziani e di poche famiglie che operano nei servizi essenziali quali quelli offerti dalla municipalità e dall’istruzione”.

Il risultato è più che soddisfacente – rincalza il Direttore generale della Coal Walter Panizzoli - in un territorio in cui il mercato della vendita dei generi di prima necessità è occupato per una grande percentuale da marchi di distribuzione stranieri ed altri vi si apprestano ad entrare. Un territorio come quello marchigiano dove i Centri Commerciali, oltre che numericamente eccessivi, ricorrono al sottocosto per battere una concorrenza sempre più accanita. Vi è poi da sottolineare le norme comportamentali del consumatore che tende sempre di più ad adottare un sistema di riadeguamento nell’utilizzo delle risorse economiche a sua disposizione che purtroppo è arrivato a penalizzare anche la quota di spesa dei prodotti commercializzati dalla COAL”.

In altre parole la quarta settimana è sempre più difficile da superare o meglio sono sempre di più le famiglie e le fasce sociali che hanno salari e stipendi che non gli permettono di adeguare la vita a quelle che sono le esigenze del tempo che stiamo vivendo. I risultati di questi negozi della Coal portano a sostenere che è giusta l’attenzione che la cooperativa ha prestato alla politica dei prezzi e delle offerte, alla differenziazione degli assortimenti, e soprattutto la politica di razionalizzazione dei costi connessi al funzionamento della struttura aziendale senza perdere i necessari investimenti anche nelle risorse umane che sono la carta vincente per ogni azienda moderna ed importante.


Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 10 luglio 2006 - 2702 letture