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“Crematorio: a chi serve?”; “La gente non conta nulla!”

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Acceso incontro tra l'Amministrazione Comunale e i residenti di Via San Giovanni per discutere ancora una volta sull’impianto crematorio. Si sono susseguiti accorati appelli da parte dei residenti al Sindaco perché ascolti la volontà popolare che assolutamente non vuole la realizzazione di tale impianto.

di Michela Sbaffo
redazione@vivereosimo.it

“Crematorio: a chi serve?”, “Crematorio no!”, “La gente non conta nulla!”: poche parole apposte su cartelloni che ben sintetizzano la posizione dei residenti di via San Giovanni, intervenuti martedì sera all’incontro proposto dall’Amministrazione Comunale al Ristorante Tarcisio per discutere ancora una volta assieme dell’impianto.

Presenti alla riunione, oltre al Sindaco Dino Latini e all’ing. Frontaloni, numerosi membri della Giunta così come del Consiglio Comunale mescolati tra la folla che ha riempito l’intera sala. Invitando l’uditorio ad un confronto pacato, razionale e costruttivo, il Sindaco ha riassunto in una breve cronistoria tutte le tappe che hanno portato all'individuazione del Cimitero di San Giovanni quale sede del futuro tempio crematorio, seguito poi a ruota dall’ing. Frontaloni che ha esposto in una relazione tecnica gli accorgimenti che verranno tenuti in considerazione per tutelare la salute dei residenti e la viabilità della zona.

Le rassicurazioni dello staff tecnico non hanno tranquillizzato le ansie dei diretti interessati. Timore principale espresso con vigore da alcuni presenti è che la via divenga ‘l’immondezzaio delle Marche’, ovvero che nell’impianto si brucino non solo salme e parti anatomiche amputate, ma anche rifiuti ospedialieri e carcasse animali, provenienti dal territorio comunale così come da paesi limitrofi se non dall’intera regione: a questo si sommano le perplessità sulla viabilità e la preoccupazione di dover convivere con i dubbi fumi di quello che ormai tutti chiamano il ‘forno crematorio’.

Hanno quindi preso la parola Simone Pugnaloni, ex assessore del bilancio, in qualità di residente, e i consiglieri Andreoni e Allocco, nonostante si fosse stabilita in apertura di seduta la non possibilità di intervento per i consiglieri per privilegiare il contributo dei cittadini: Pugnaloni ha evidenziato come l’ARPAM abbia approvato il progetto di Casenuove e non quello di San Giovanni, che manca perciò di un progetto preliminare in regola; la Alocco si è chiesta quale sia la vera fonte di guadagno dell’impianto per la ditta che lo avrà in gestione, dato che, cifre alla mano, non potrà reggersi esclusivamente sui proventi delle cremazioni; infine l’Andreoni ha espresso perplessità sulla scelta di San Giovanni candidando di nuovo il Cimitero Maggiore quale location più idonea.

A tutte queste domande hanno risposto l’ing. Frontaloni e il Sindaco, più volte chiamato in causa dall’uditorio: nell’impianto non saranno bruciati rifiuti ospedalieri o carcasse animali, sarà studiata una viabilità alternativa per le salme extracomunali e i fumi saranno tenuti sotto controllo da un sistema di filtrazione apposito approvato anche per il progetto di San Giovanni dall’ARPAM, dall’Amministrazione Provinciale di Ancona e Vigili del Fuoco, .

Prendendo la parola il Sindaco ha quindi ripetuto come la localizzazione dell’impianto sia stata una scelta tecnica della ditta che gestirà i lavori tra la rosa di possibilità proposte dall’AC e che comunque, qualunque sia la sua posizione, il Tempio deve essere realizzato: è una priorità assoluta per disciplinare lo stato dei cimiteri e già in tal senso si stanno muovendo analogamente Ancona e Jesi.

Queste risposte hanno infiammato ulteriormente l’animo dell’assemblea che ha ribadito il suo ‘no’ ad un impianto di cui non vede l’utilità. Il confronto si chiude perciò senza vinti né vincitori e le parti, ferme nelle sue posizioni, si confronteranno ancora senza alcun dubbio.



Nella foto: i cartelli all'ingresso del ristorante


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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 01 giugno 2006 - 1047 letture