utenti online

''Ora voglio solo tornare a lavorare e dimenticare''

2' di lettura 30/11/-0001 -
Sorridente, con tanta voglia di accantonare il passato e rimboccarsi le maniche: la vita ricomincia per Monia Agostinelli, la sposina osimana che per 4 anni è stata detenuta in Brasile sotto l'infamante accusa di traffico di droga. Ieri è stata ricevuta in Municipio per ricevere le felicitazioni dell'Amministrazione per la sua liberazione.

di Michela Sbaffo
redazione@vivereosimo.it


“Mio marito sapeva cosa c’era in quella valigia ... Io no, ma mi hanno imprigionata lo stesso.” Solo un fugace accenno polemico e uno sguardo che pensoso per un attimo torna forse a rivivere i momenti trascorsi nel duro penitenziario di San Paolo, nel lontano Brasile, anno dopo anno...

Per il resto Monia Agostinelli, stretta dalla presenza del papà Mario e della mamma Gabriella, accolta nella Sede Municipale per ricevere le felicitazioni del Vice Sindaco Stefano Simoncini in rappresentanza dell’Amministrazione Comunale, è tutta un sorriso e si presta alle curiose domande dei giornalisti rispondendo con uno spiccato accento portoghese, tatuaggio indelebile di quasi quattro anni di detenzione nel paese verdeoro.

“Il tempo non passava mai – racconta– l’unico modo per reagire era lavorare e così ho fatto, fabbricando lucchetti, contatori ad acqua ed altri oggetti meccanici nei laboratori del penitenziario.” Monia non vuole ricordare la violenza del carcere, e la triste realtà con cui ha dovuto fare i conti, una povertà assoluta che costringe molti brasiliani a rubare e uccidere per poco denaro.

Preferisce raccontare del sostegno psicologico e giudiziario ricevuto dall’Obra Social Sao Francisco Xavier, dell’amicizia nata fra le sbarre con due detenute della sua stessa età, Giselli e Jannaina, e delle telefonate ai genitori, fatte di nascosto poiché non le era permesso di tenere con sé l’apparecchio.

“Solo lei può sapere quanto ha sofferto in quella cella” –ha aggiunto commossa la mamma Gabriella. Durante la detenzione Monia ha perso almeno sei chili, “Ma già ne ha ripresi tre”, sorride il papà Mario. Già, perché la vita ora continua, o meglio, riprende dopo un brutto blackout.

Fortunatamente questa vicenda non ha macchiato la fedina penale di Monia nel nostro paese, ma solo in Brasile. Ritornata finalmente a casa, ora la preoccupazione maggiore della giovane donna è trovare un lavoro. “Ne ho bisogno, anche per dimenticare”.










Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 10 maggio 2006 - 1014 letture

In questo articolo si parla di





logoEV