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Il tempio crematorio non può essere realizzato a Casenuove

2' di lettura 30/11/-0001 -
Non passa la mozione di parte dell'opposizione che richiedeva l’annullamento dell’atto di Giunta individuante tra le aree disponibili per la realizzazione dell’impianto la zona residenziale di San Giovanni.

di Michela Sbaffo
redazione@vivereosimo.it


Dalla Sala Gialla stop alla mozione dei consiglieri comunali Andreoni, Giacco, Pellegrini e Piergiacomi in merito alla realizzazione del tempio crematorio: per 10 voti contrari su 17, l’area deputata alla concretizzazione della struttura rimane pertanto il cimitero di San Giovanni.

Intenzione dei quattro consiglieri era ottenere l’annullamento dell’atto di Giunta del settembre 2005 che individua tra le aree disponibili per la realizzazione dell’impianto appunto San Giovanni.

“È una zona residenziale, e pertanto inadatta ad accogliere una simile struttura”, ha ribadito la Andreoni, sottolineando come in più occasioni gli stessi residenti della via abbiano espresso con forza un parere negativo.

“La soluzione che noi proponiamo con questa mozione”, ha aggiunto, “è che si ritorni alla decisione formulata dallo stesso Consiglio Comunale nella seduta del 13 aprile 2005, che individuava Casenuove come sito idoneo al caso”.

Più radicale la Alocco che, in un emendamento poi bocciato ai voti, ha proposto l’annullamento anche di questa deliberazione: “Non ha senso discutere sull’ubicazione di una struttura di cui Osimo non ha bisogno: possiamo rispondere alle esigenze di chi richiede questo particolare modus funerario appoggiandoci ad altre città.”

Il Sindaco Dino Latini ha ricordato che la proposta di edificazione di un tempio crematorio risale agli anni 2002-3, occasione in cui venne approvata da più parti, non solo dalle file della maggioranza. La struttura dunque va realizzata. “Esclusa l’area del Cimitero Maggiore, il sito di Casenuove era apparso in un primo momento come il più opportuno; tuttavia la situazione è cambiata e per motivi fattuali è impossibile ora farvi affidamento.”





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 05 maggio 2006 - 923 letture

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