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Ossessionato dalla gelosia l'omicida della colf di Numana

2' di lettura 30/11/-0001 -
Tormentato dai fantasmi della gelosia l'ha uccisa strangolandola con il filo dell'aspirapolvere: è un peruviano di 44 anni l'omicida di Numana.

di Redazione


La storia di una donna, Dilbar Anturiano, boliviana di 48 anni, e di un uomo, Roger Osvaldo Delgado, peruviano di 44 anni, entrambi residenti in Ancona e attivi nel settore delle pulizie, lei colf, lui impiegato alla Team Service, si è consumata tragicamente alle 15 di venerdì in un monolocale al piano terra di una palazzina a Numana, in via Cavour 21.

I due vivevano a stretto contatto con le loro comunità di origine. Dilbar, separata con sei figli, tutti in Bolivia a Santa Cruz, era arrivata clandestina in Italia circa tre anni fa per trovare lavoro e viveva con la sorella, anche lei colf.

Circa un anno e mezzo fa l’incontro con Roger, con cui usciva spesso insieme. La loro non era una relazione ma solo un'amicizia. Però lui cominciava a concepirla in modo diverso ed era tormentato in modo ossessivo da fantasmi di gelosia e tradimento.

La situazione è precipitata nella giornata di venerdì, quando Dilbar alle 11 ha preso servizio nel monolocale di Numana per sostituire la sorella. Alle 15 Roger è entrato nell’appartamento, forse perché la donna lo ha lasciato entrare, forse perché la porta era aperta.

Nel luogo del delitto nessun segno di collutazione, nessuna traccia di sangue. L’ipotesi più probabile è che Dilbar sia stata presa alle spalle dall’aggressore, quindi è stata strangolata con il filo dell’aspirapolvere.

Un’ora e mezza dopo, Roger chiama la ditta di pulizie presso cui lavora per avvisare che non sarebbe stato presente per motivi di salute. Quindi si taglia le vene sul letto dove lo ritrova la sorella alle 20. Sul comodino una lettera in cui l’uomo spiegava di aver ucciso Dilbar per amore, accennando a una terza persona che si sarebbe intromessa nella loro relazione.

Il corpo della donna viene ritrovato senza vita dai proprietari dell’appartamento verso l’una di notte al loro rientro. Nel giro di poche ore i sospetti ricadono sul peruviano ricoverato nel reparto di psichiatria di Torrette. L’uomo sarà difeso dall’avvocato Alessandro Scaloni.


Foto di repertorio





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 03 maggio 2006 - 1285 letture

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