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Processione del Cristo Morto: ''una tradizione secolare''

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Torna stasera al tramonto il tradizionale appuntamento con la processione del Venerdì Santo per le strade del Centro Storico. Alcune notizie e curiosità sulla Pia Unione del Cristo Morto dalla voce del priore della Confraternita prof. Raimondo Lombardi.

di Michela Sbaffo
redazione@vivereosimo.it
Si comincerà come sempre –come ormai da quasi duecento anni– all’imbrunire quando la luce del sole muore e si accendono le lampade della Confraternita del Cristo Morto.

Saranno circa 250 i ‘sacconi’ che accompagneranno con i loro neri sai il catafalco di Gesù deposto dalla Croce per le strade del centro storico, dal Duomo fino a San Marco e ritorno. Tutti membri della Pia Unione del Cristo Morto, la Confraternita nata nel 1836 al preciso scopo di organizzare la celebrazione solenne del Venerdì Santo osimano.

“E' dal 1500 circa che nella città si tengono questi riti per onorare la Passione di Cristo –ci spiega il prof. Raimondo Lombardi, priore della Confraternita– la nostra non è dunque una rappresentazione sacra nata negli ultimi decenni, ma una tradizione secolare tramandata di padre in figlio, di priore in priore.”

In origine, era la Confraternita della Morte a occuparsi delle cerimonie dei misteri pasquali; poi nel 1836 la neonata Pia Unione prese in consegna questo incarico e ancora oggi lo porta avanti, grazie all’operato dei suoi membri.

Solo se si è parte della Confraternita si può indossare il saio nero nell’accompagno del Venerdì Santo e molti tramandano la veste ai propri figli: si contano circa 30-35 bambini tra i ‘sacconi’; già in passato dei giovanissimi erano diventati membri e di questi, una volta giunti all’età adulta, circa un 8/10 è rimasto nella Confraternita. Numerose anche le donne, almeno un quarto della Pia Unione.

Ognuno dei figuranti ha un ruolo ben preciso: dalle lampade alle Croci, dalle statue ai simboli del calvario ogni arredo del corteo funebre è assegnato a un membro della Confraternita che lo trasporterà poi nella processione.

Le funzioni del Venerdì si aprono alle 14 con le Tre ore di Agonia al Duomo e i canti del coro della Confraternita che interpretano gli ultimi momenti della vita di Gesù. Poi, alle 18, comincia la vestizione nella Chiesa di San Filippo e la disposizione degli elementi della processione.

Al tramonto, il corteo attraversa la città accompagnato dalla Banda Civica e dalle note delle marce funebri di Chopin e dell’osimano Quercetti (1845-1928), compositore conosciuto in particolar modo proprio per la sua Marcia Funebre a livello nazionale. Al termine del corteo in Cattedrale sarà il Vescovo a rivolgere la sua benedizione ai presenti.

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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 14 aprile 2006 - 3554 letture