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L’omicida delle Brecce Bianche aveva in mano un coltello

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Sulle mani di Victoria Leiva vi sono ferite procurate da un’arma da taglio: il suo assassino era armato di un coltello. L’accusa, sulla base di questo nuovo particolare, considera ancora più traballante la posizione di Luigi Manzotti, l’assassino di Victoria, che ha sempre affermato di non aver mai avuto intenzioni omicide nei confronti della donna.

da Redazione
Un altro tassello si aggiunge alla vicenda dell’assassinio di Victoria Leiva, la prostituta soffocata con un cuscino nella sua casa di appuntamenti a Brecce Bianche il 15 novembre scorso da Luigi Manzotti, osimano di 51 anni, manovratore alla Stazione di Ancona: sulle dita della donna vi sarebbero tracce di ferite procurate da un’arma da taglio.

Dunque, la donna si stava difendendo da un aggressore armato di coltello. Questo particolare sembra complicare la già difficilissima posizione del ferroviere osimano che ha sempre dichiarato di non aver mai avuto intenzione di uccidere la donna, bensì solo di farla tacere perché con le sue urla stava cercando di attirare i passanti.

Per la difesa questa è un'ulteriore prova a favore di Manzotti: se l’uomo aveva realmente intenzione di uccidere la donna, perché usare il cuscino e non il coltello? Il ferroviere ha quindi aggiunto che è stata proprio Victoria, nel mezzo della lite, a dirigersi verso la cucina per procurarsi un’arma. Lui si sarebbe limitato ad anticiparla, afferrando il coltello prima di lei e minacciandola con esso perché smettesse di urlare.

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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 17 febbraio 2006 - 1076 letture