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''La tana del Bian Coniglio”: in viaggio con Matteo Zari

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Per i lettori di VivereOsimo, abbiamo intervistato Matteo Zari, ideatore e conduttore di una nuova trasmissione radiofonica dedicata alla musica underground, con un sguardo speciale alle realtà emergenti. Seguiteci…e preparatevi a ruzzolare anche voi nella tana del Bian Coniglio.

di Caterina Mazzieri
caterina@vsmail.it
Tra le tante novità proposte dalla rete, vi è anche “La tana del Bian Coniglio”, programma-viaggio all’interno dell’underground musicale nazionale ed internazionale, ascoltabile tutti i giorni alle 18 e alle 23 sulle frequenze di Radio Musica Emergente.
A condurlo, Matteo Zari, musicista e dj nato ad Osimo 25 anni fa: gli abbiamo fatto alcune domande per sapere un po’ di più del “mondo parallelo” in cui ama condurre i suoi ascoltatori.


Matteo Zari, musicista e ora conduttore radiofonico.
Puoi parlarci un po’ di Radio Musica Emergente e di come è nata la tua collaborazione?


Radio Musica Emergente è online da circa 4 anni. E’ una web radio giovane, ma ha già accessi da tutto il mondo: Stati uniti, Cina, Russia, Lituania, Giappone, e così via. Non si concentra su un genere preciso, ma manda in onda la musica più diversa, nell’ottica di promuovere gruppi e artisti emergenti, italiani ma non solo. Riguardo a me, la mia esperienza è iniziata da pochissimo, il 9 gennaio. “La tana del Bian Coniglio” era un format che avevo in testa da circa un anno e mezzo: avevo pensato il titolo, fatto la sigla, tutto insomma, ma non avevo la cognizione di come partire, di come realizzarlo nella pratica. Era un’idea. Quando la radio mi ha contattato mi sono sbloccato, ho registrato il promo, gli è piaciuto e abbiamo iniziato.

Oltre a condurre il programma, dunque, ne sei anche l’ideatore…perché questo titolo?

La tana del Bian Coniglio è il punto di partenza di Alice che, spinta dalla curiosità per l’ignoto, segue il bian coniglio, entra nella tana e rotola nel “Paese delle meraviglie”. Ecco, mi piace l’idea di creare, con il mio programma, una sorta di viaggio: è come se in quell’ora ci si distaccasse dalla musica di tutti i giorni per iniziare un viaggio in un universo musicale parallelo.

Come costruisci le puntate? Scegli un “tema” o un genere attorno al quale ruotare?

Metto la musica che mi piacerebbe ascoltare quel giorno, variando spesso e mettendo generi diversi. Lo “stampo” della trasmissione è sempre lo stesso: cerco di proporre musica ricercata, particolare, di creare una playlist con brani che accompagnino l’ascoltatore nel suo viaggio: metto tutto ciò che mi dà emozioni passando dalla lunge al rock’n’roll, e via dicendo. A volte, poi, mi piace far ascoltare anche colonne sonore: ce ne sono di bellissime, tipo “Il fantastico mondo di Amelié” o “la Sposa cadavere” di Tim Burton e mi piace condividerle con i miei ascoltatori.

Quindi non proprio solo musica emergente...

Non sempre. E’ vero che Radiomusica emergente mira, come dice il suo stesso nome, a promuovere gruppi e artisti emergenti, ma, per quanto mi riguarda, mi sembra limitante un programma di sola musica emergente. Il discriminante fondamentale nella scelta dei brani è che si tratti di musica di qualità, ricercata e particolare, capace di trasmettere emozioni. La cosa bella é amalgamare gruppi nuovi con artisti già affermati, musica di qualità nota e sconosciuta. Credo che in questo modo i gruppi emergenti, inseriti in un contesto più alto, vengano anche più valorizzati.

Tu hai iniziato come musicista e continui ancora a cantare in una band…come ti senti “dall’altra parte della barricata”, ad essere tu a dare spazio o meno ad altri gruppi? Credi che tua esperienza ti influenzi nella scelta dei gruppi da proporre?

Da musicista per me è molto bello poter dare spazio a musica di artisti emergenti e lo faccio con molto piacere. Nonostante con il mio gruppo (Io e I Gomma Gommas n.d.r.) faccia punk rock, la musica la vivo a 360°: mi piace e ascolto tutto ciò che mi emoziona, dall’elettronica al rock’n’roll, dal post rock al genere più “cantautorale” come Diego Mancino, Patrick Wolf, Austin Lace…

Tu inviti ad inviare il materiale, com’è stata la risposta fino ad ora?

Molto buona fin da subito direi. Già dalla prima settimana mi hanno contattato gruppi da tutte le parti d’Italia, etichette indipendenti e agenzie, nazionali e internazionali.

A che aree geografiche appartengono le band che mandi in onda? Quante le band marchigiane e della provincia di Ancona?

Trasmetto musica di tutto il mondo. Riguardo alle band marchigiane, in queste prime settimane di programmazione ho fatto ascoltare i Dadamatto di Senigallia, i Planetaton di Recanati, gli HV di Civitanova e i The perfet guardaroba di Marotta. Da marchigiano non posso non promuovere la musica delle mie parti, soprattutto visto il poco spazio che abbiamo per farci conoscere!

Secondo te, le Marche sono un buon terreno per le band emergenti? In quanto a concorsi e serate dedicate alla musica emergente mi sembra che ce ne siano molti, ma com’è la ricettività da parte dei locali e delle radio locali?

Penso che i concorsi siano senz’altro una cosa buona, perché danno lo spazio di esibirsi, ma poi la cosa finisce lì. Ma non è comunque che altrove sia meglio: è il mondo della discografia in genere ad essere duro. Per quanto riguarda le radio, nelle Marche abbiamo tre radio importanti che sono vincolate a seguire i canoni commerciali. Il loro apprezzamento artistico per la musica nuova, ma soprattutto “alternative” è una cosa considerata rischiosa, è normale.
Per quanto riguarda i locali…be’, anche in base alla mia esperienza diretta posso dire che tutto il mondo è paese! Pagano allo stesso modo sia a Milano che qua. Certo la sfortuna di vivere in una regione priva di grandi città, come la nostra, è quella di doversi spostare a sud o a nord per farsi conoscere, e con quello che pagano i locali, se sei fortunato (cosa molto rara) ci si va a paro. Comunque nelle Marche ci sono sicuramente realtà interessanti: i The perfet guardaroba che citavo prima, ad esempio, è un gruppo che ha rappresentato l’Italia al festival internazionale di Emergenza Festival e come loro di band valide ce ne sono parecchie.


Nella foto: Matteo Zari

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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 04 febbraio 2006 - 2693 letture