Via libera al programma regionale 2020 per i servizi educativi 0-6 per oltre 7 milioni di euro. Assessore Bravi “Impulso forte alla ripartenza a sostegno delle famiglie”

6' di lettura 03/08/2020 - Un impulso forte e immediato alla ripartenza dei servizi educativi e ricreativi dedicati ai più piccoli.

Dopo i 3,2 milioni di euro stanziati nell’ambito della Piattaforma 210 per il sostegno ai servizi educativi a gestione privata che hanno subito lo stop a causa dell’emergenza pandemica e il Protocollo da 1,4 milioni di euro a sostegno della continuità delle attività socioeducative degli oratori, la Regione Marche mette a disposizione oltre 7 milioni di euro per contrastare nei sui territori, le conseguenze negative legate alla sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e dell’attività scolastica durante l’emergenza sanitaria legata alla diffusione del COVID 19 e per sostenere le famiglie nelle spese legate all’educazione dei figli.

Sono le finalità che la giunta si è proposta con l’approvazione dei criteri di riparto delle risorse per il Programma regionale di interventi 2020 per la promozione del sistema integrato dei servizi di educazione e istruzione dalla nascita ai 6 anni di età.

“La grave emergenza provocata dalla pandemia del COVID-19 – ha spiegato oggi nel corso di una videoconferenza stampa a Palazzo Raffaello l’assessore all’Istruzione Loretta Bravi - ha prodotto un’accelerazione nell’assegnazione delle risorse previste dal Ministero dell'Istruzione per i servizi per l’infanzia e oggi finalmente, dopo una lunga attesa sono state rese note anche le linee guida relative allo 0-3. Abbiamo quindi tutti gli strumenti per far ripartire i servizi dello 0 – 6 e togliere tante preoccupazioni ai genitori continuando il lavoro cominciato con i centri estivi e gli oratori.

Ci sarà una particolare attenzione alla sicurezza e agli spazi, all’igiene e alla sanificazione oltre a quella che resta la grande priorità: il sostegno alle famiglie nell’assistenza educativa, nella conciliazione dei tempi di vita e lavoro e negli aspetti economici. L’auspicio è che i Comuni, destinatari di questi fondi di cui potranno decidere l’utilizzo, condividano questa visione e individuino come principali interlocutori gli educatori, in rete con gli enti locali, gli ambiti territoriali e gli asili procedendo poi ad un’equa distribuzione tra istituti pubblici, statali e paritari”.

Secondo il Decreto di riparto, la quota assegnata dal Ministero per la Regione Marche è pari a € 5.553.182,31 (più le risorse residue e non assegnate 2019 per circa 392 mila euro), cui deve essere associata anche una quota di finanziamento regionale pari ad € 1.388.295,58, corrispondente al 25% del contributo statale.

Il Fondo sarà utilizzato per interventi di nuove costruzioni, ristrutturazione, messa in sicurezza, risparmio energetico di edifici pubblici che accolgono scuole e servizi per l’infanzia; per il finanziamento di spese di gestione delle scuole e dei servizi educativi per l’infanzia, per abbassarne i costi per le famiglie e migliorarne l’offerta; per interventi di formazione continua in servizio del personale educativo e docente e la promozione dei coordinamenti pedagogici territoriali.

In particolare gli interventi dovranno perseguire i seguenti obiettivi:

• consolidare ed ampliare la rete dei servizi educativi per l'infanzia a titolarità pubblica e privata convenzionata e prevedere la riduzione della soglia massima di partecipazione economica delle famiglie alle spese di funzionamento dei servizi educativi per l'infanzia pubblici e privati;

• stabilizzare e potenziare gradualmente le sezioni primavera di norma aggregate alle scuole dell'infanzia statali o paritarie o inserite nei Poli per l'infanzia, per superare progressivamente gli anticipi di iscrizione alla scuola dell'infanzia;

• ampliare e sostenere la rete dei servizi per bambine e bambini nella fascia di età compresa tra zero e sei anni, in particolare nei territori in cui sono carenti scuole dell'infanzia statali;

• riqualificare edifici scolastici di proprietà pubblica, già esistenti e sottoutilizzati, e promuovere la costruzione di nuovi edifici di proprietà pubblica, anche per costituire poli per l'infanzia;

• sostenere la qualificazione del personale educativo e docente, in coerenza con quanto previsto dal Piano nazionale di formazione e promuovere i coordinamenti pedagogici territoriali.

• incrementare rispetto all’annualità 2019, la quota riservata a sostegno delle scuole dell’infanzia paritarie alla luce delle difficoltà determinate dell’emergenza sanitaria da COVID 19 a causa del mancato introito delle rette da parte delle famiglie.

Criteri di riparto delle risorse ministeriali e regionali tra i Comuni della Regione Marche, le risorse sono così suddivise:

5.945.209,06 (Fondi ministeriali) saranno ripartiti tra i Comuni in proporzione alla popolazione 0-6 residente al 01/01/2020;

€ 737.081,17 (quota parte finanziamento regionale 2020-bilancio 2020) destinati alle scuole paritarie e ripartiti tra i rispettivi Comuni in proporzione alla popolazione 3-6 anni, iscritta alle scuole dell’infanzia paritarie,a.s. 2019/2020;

€ 651.214,41 (quota parte finanziamento regionale 2020 –bilancio 2021) saranno anch’essi ripartiti tra i Comuni in proporzione alla popolazione 0-6 residente al 01/01/2020 Modalità di presentazione delle adesioni dei Comuni ai fini della concessione del contributo Il riparto delle risorse sopra descritte avverrà con apposito successivo decreto del Dirigente della PF Istruzione, Formazione, e Servizi Territoriali per la Formazione.

Ciascun Comune, per ottenere il contributo nel limite dell’ammontare previsto, dovrà presentare la propria adesione con le modalità e la tempistica prevista nel decreto dirigenziale di riparto.

Mediante l’adesione i Comuni comunicano gli interventi che intendono attuare con le risorse assegnate e che potranno riguardare una o più tra le macrotipologie A, B e C.

A: Messa in sicurezza in caso di incendio e riqualificazione funzionale ed estetica: messa in sicurezza in caso di incendio, adeguamento struttura nuove aule per sezioni primavera; adeguamento struttura per disabili; adeguamento aula; ristrutturazione parco giochi; strumentazioni didattiche.

B. Finanziamento di spese di gestione in quota parte dei servizi educativi per l'infanzia e scuole dell'infanzia in considerazione dei loro costi e della loro qualificazione al fine di favorirne la frequenza: agevolazione tariffaria anche modulare per la frequenza dei servizi per l'infanzia pubblici e privati accreditati in favore delle famiglie che presentano un Isee fino a 21.500; prolungamento orario pomeridiano dei servizi e della scuola dell'infanzia per tutto il periodo di frequenza; apertura del servizio nel periodo estivo; consolidamento e sviluppo delle sezioni primavera; interventi di sostegno alla progettualità finalizzata all'inclusione e alla diversità e/o al bilinguismo e/o all'educazione alimentare e/o al sostegno alla genitorialità e alla continuità educativa; creazione nuovi posti fascia 0-3; sperimentazione servizi 0-6 (poli per l’infanzia).

C. Interventi di formazione continua in servizio del personale educativo e docente e promozione dei coordinamenti pedagogici territoriali. Ai fini dell'ammissibilità delle candidature i Comuni sono obbligati a: compartecipare al costo dell'/gli intervento/i proposti (nella misura minima del 5%); evitare il cumulo dei finanziamenti pubblici






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-08-2020 alle 16:52 sul giornale del 04 agosto 2020 - 230 letture

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