Lega: basta contagi che si potevano evitare, a partire da INRCA e AREA VASTA 3. L’onorevole Patassini torna a suonare l’allarme sulla necessità di prevenire i contagi nelle strutture ospedaliere e tra i medici di base

3' di lettura 08/04/2020 - “Serve un immediato cambio di passo della regione con potenziamento reale, non solo annunciato, della rete di protezione Covid per diagnosi e trattamento dei nostri anziani. È grave che Gianni Genga, direttore generale dell’INRCA, eccellenza regionale per la geriatria, evacui il reparto di medicina dell’ospedale di Osimo solo dopo le sollecitazioni del sindaco e ammettendo candidamente di non sapere ancora come siano stati contagiati 12 tra pazienti, medici e personale sanitario.

Spiegazioni zero anche su quanto sta accadendo alle sedi INRCA di Appignano e Treia, dove i sindaci sono stati colpevolmente meno solleciti, ma dove ci sono già contagi conclamati e potenziali per la commistione di passaggi e servizi con aree contaminate. L’INRCA, in pieno caos da Covid? C’entra nulla che addirittura è rimasta senza direttore direttore sanitario? Ha accettato un incarico a Roma e Genga non solo gli ha fatto i complimenti invece di trattenerlo, ma non l’ha ancora rimpiazzato. È così che la regione tutela gli anziani?

Il nuovo focolaio all’ospedale di Osimo spinge l’onorevole leghista Tullio Patassini a tornare a suonare l’allarme sulla necessità di prevenire e non di fronteggiare i contagi nelle strutture ospedaliere e tra i medici di base attraverso adeguati supporti di protezione e strumenti di intervento che riducano il più possibile il ricorso al ricovero.

“È un fatto che ad Ancona i medici delle unità di assistenza a domicilio istituite dalla Regione si sono comprati camici, mascherine e tutto l’occorrente per fare il loro lavoro visto che non hanno ricevuto nulla dalla regione. Stessa situazione a Macerata dove solo tre giorni fa i medici di base hanno ricevuto visiere e camici con mia donazione personale all’Ordine dei Medici provinciale – continua Patassini – Ceriscioli invece di dire che ‘i morti delle marche sono un mito’ (testuale) e che sono state le multinazionali cattive che non gli hanno consegnato i tamponi ad impedirgli di farli, si decida finalmente ad affrontare il problema delle criticità da contagio.

Lui e i suoi uomini la smettano di essere protagonisti di situazioni paradossali in cui, purtroppo, a finirci di mezzo è solo la salute dei marchigiani. Una per tutte: l’Area Vasta 3 che Ceriscioli ha, non a caso, omesso di citare nel suo report e che risulta essere ancora tra le più critiche.

Il suo direttore Alessandro Maccioni, nelle ultime due settimane è riuscito nell’ordine: ad accusare i rappresentati sindacali degli infermieri di essere degli imboscati perché e chiedevano protezioni individuali a nome di tutti i colleghi in corsia; ad accusare di irresponsabilità il Comune di Cingoli per il focolaio della RSA a gestione comunale lasciando però scoppiare una situazione analoga nella RSA di Treia, di cui ha la responsabilità e che è punto di riferimento provinciale per la lungodegenza, la riabilitazione e i servizi ambulatoriali per i pazienti cronici; a rimandare l’apertura di un reparto Covid all’ospedale di Macerata perché si è accorto last minute che la sosta selvaggia di auto all’ingresso avrebbe impedito alle ambulanze di procedere. Ma davvero ci meritiamo tutto questo?


da On. Tullio Patassini - Lega Marche





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-04-2020 alle 15:18 sul giornale del 09 aprile 2020 - 574 letture

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