Covid 19: difficoltà e preoccupazioni nel mondo delle Onoranze Funebri

3' di lettura 29/03/2020 - In questo momento di oggettiva difficoltà dettata dall’Emergenza da Coronavirus anche il settore dell’Impresa Funebre si trova ad operare in situazione definibili di alto rischio nei confronti degli stessi operatori, che svolgendo il loro lavoro, vengono a contato con salme decedute a causa del Covid 19.

Il loro lavoro li porta a dover accedere a strutture sanitarie pubbliche e private, residenze per anziani e abitazioni, dove l’attuale situazione prevede di svolgere l’attività muniti degli appositi dispositivi di protezione individuale ma rimane comunque elevata la possibilità di contagio.

Il loro intervento consiste comunque nel dovere venire direttamente a contatto con le salme ed anche dove il decesso non conclama il covid 19 resta la possibilità, dato il mancato tampone, di un possibile contagio.

Anche per questo settore, in questo momento è difficoltoso l’approvigionamento degli adeguati dispositivi individuali di protezione, da qui l’ulteriore complicazione ad essere operativi in sicurezza per loro e per gli altri.

A tutte queste oggettive problematiche si aggiunge questa sensazione di non essere percepiti come professionisti che lavorano ed operano in situazioni complicate non solo tecnicamente ma anche umanamente in quanto fronteggiano, in virtù delle stringenti norme nazionali, il non potere assecondare la totalità delle richieste dei familiari che in condizioni di normalità vengono svolte.

Abbiamo posto alcune domane al titolare dell’impresa Funebre NAOF di Biondi, che opera sul nostro territorio, chiedendogli: Enrico, ci spiega, per chi come lei opera in questo settore, oggi rispondere ad una chiamata di servizio cosa consiste?

"Oggi più che mai rispondere ad una chiamata di servizio significa mettere in campo la nostra professionalità, esperienza ed umanità per adempiere e supportare al meglio l’intervento nonostante le molteplici difficoltà e limitazioni causate dal Coronavirus con le conseguenti restrizioni sanitarie alle quali dobbiamo far fronte. In base al luogo del decesso ed alla causa dello stesso valutiamo la fattibilità della vestizione, comunque con le famiglie rimane un contatto per quello che riguarda la scelta del cofano funebre ed eventuale urna cineraria, la stesura e pubblicazione dei necrologi, la possibilià di reperire dei fiori, date le restrizioni, l’organizzazione per una benedizione fatta presso la nostra casa funeraria o al cimitero in forma strettamente privata ed ovviamente tutto quello che riguarda il disbrigo pratiche e l’anticipo delle spese varie che noi supportiamo ogni volta".

Sul nostro territorio, questa emergenza ha ad oggi un numero importante di persone coinvolte. Lei, come vive questa situazione?

In questo particolare momento sono preoccupato, non nascondo la paura che la situazione porta con sé, il pensiero di poter essere contagiato, essendo una persona che opera in prima linea ce. Inoltre ci sono altre valutazioni da mettere in campo che derivano da questa pandemia, come titolare di una azienda, sono in pensiero di quali risvolti potrà avere questa contingenza nazionale, come cittadino di come ci ritroveremo a fronteggiare quella che fino ad un mese fa era la nostra quotidianità e come padre di famiglia per il futuro dei miei figli. In ultimo, vorrei sottolineare l’importanza di rispettare tutti le regole, i ruoli e le figure professionali in ogni ambito, con l’augurio di ritornare alla nostra quotidianità quanto prima."








Questo è un MESSAGGIO PUBBLICITARIO - ARTICOLO A PAGAMENTO pubblicato il 29-03-2020 alle 19:43 sul giornale del 31 marzo 2020 - 4120 letture

In questo articolo si parla di attualità, pubbliredazionale, imprenditore, contagio, impresa funebre, emergenza coronavirus, dispositivo di sicurezza

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/biEz





logoEV