L’addio ultimo al tempo del Covid-19

2' di lettura 27/03/2020 - L’emergenza Coronavirus ha cambiato il rito dell’ultimo saluto, questa contingenza ha drasticamente modificato il concetto del funerale, che ora non è più il momento in cui si può vivere un dolore, ma è divenuta una pratica costrettamente veloce.

Il titolare dell’impresa funebre NAOF, Enrico Biondi ci spiega, come i decreti nazionali abbiamo cambiato di molto la loro operatività, di come ora debbano applicare nuovi regolamenti. Nello specifico gli abbiamo chiesto, cosa cambia per chi perde una persona cara in questi giorni?

“Sono momenti difficili, ci troviamo ad affrontare una situazione straordinaria. Già nella pratica del nostro lavoro le famiglie affrontano il dolore di un caro a loro venuto a mancare in questo periodo inoltre non hanno la possibilità di poterlo vedere per l’ultima volta, di poterlo salutare, di dirgli addio come avrebbero voluto e di conseguenza potere, attraverso noi, organizzare un degno e decoroso funerale.

Inoltre abbiamo chiesto, anche per le persone decedute non a causa del Coronavirus sussistono delle ristrettezze? Si le direttive imposte, che cambiano ultimamente con frequenza in base agli sviluppi della pandemia, ci dicono che nelle strutture ospedaliere e case di riposo le persone alle quali viene consentito di vedere il defunto sono due, e altrettanto si richiede che queste norme stringenti vengano rispettate qualora il decesso avvenisse a casa. Qui ovviamente i controlli sono più difficili da effettuare e quindi anche i conseguenti rischi a cui ci si espone sono maggiori, in entrambi i casi viene imposta l’immediata chiusura del feretro trascorsi gli obbligati di legge.

A tutto questo si aggiunge l’altra restrizione sulle celebrazioni religiose e civili, le prime potranno essere celebrate direttamente al cimitero e saranno entrambe in forma strettamente privata. Gli altri aspetti che sono mutati in questo particolare frangente sono l’ultimo saluto al cimitero prima della sepoltura e quindi il venir meno della condivisione del dolore e del conforto ed anche il semplice gesto di porre un fiore.

C’è un messaggio che volete dare alle famiglie? In questo particolare periodo dove anche per noi è difficile operare sicuramente oltre quarantanni di esperienza ed un adeguata professionalità può essere di particolare aiuto, supportata dall’umanità che ci sentiamo sempre di mettere in campo. Inoltre, e concludo, da anni la nostra azienda viene affiancata da figure professionali di supporto psicologico al dolore laddove richieste.








Questo è un articolo pubblicato il 27-03-2020 alle 12:02 sul giornale del 28 marzo 2020 - 2078 letture

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