Stretta disperata contro il Coronavirus: chiuse tutte le attività, aperti solo negozi e servizi essenziali

2' di lettura 21/03/2020 - L'Italia ha toccato un nuovo record nero. Nella giornata di sabato 21 marzo sono stati 793 le vittime per il Coronavirus e in totale le vittime salgono a 4.852 e i contagiati sono oltre i 53 mila. Il virus sembra non fermarsi più e neanche le misure introdotte finora sembrano sortire gli effetti sperati.

Per questo da molte parti è arrivata la richiesta di un'ulteriore stretta, per chiusure drastiche e un blocco quasi totale delle attività, almeno per due settimane. Nel tardo pomeriggio di sabato il premier Giuseppe Conte ha parlato con i sindacati e Confindustria, dai quali ha ottenuto l'accordo per procedere con una ulteriore, drastica decisione.

La Regione Lombardia aveva fatto un passo avanti già nel pomeriggio di sabato con il Governatore Attilio Fontana che ha firmato una nuova ordinanza, valida da domenica 22 marzo fino al 13 aprile, che prevede l'aperture di edicole, farmacie, parafarmacie e supermercati. Decretato invece il fermo delle attività nei cantieri edili e il divieto di praticare sport e attività motorie all’aperto, anche singolarmente, se non nei pressi della propria abitazione.

Poi nella serata di sabato l'annuncio del premier Conte in diretta Facebook. "In questi giorni durissimi siamo costretti a confrontarci con immagini durissime, la morte di tanti concittadini è un dolore che si rinnova. Non sono semplici numeri, quelli che piangiamo sono persone, storie di persone. Quelle fin qui adottate sono misure che richiedono tempo per vederne i frutti. Sono misure severe ma dobbiamo insistere e vanno rispettate. Dobbiamo resistere, non abbiamo alternative. Solo così riusciamo a tutelare le persone che amiamo e noi stesse. Restare a casa è un sacrificio minimo se paragonato al sacrificio di tanti concittadini che rischiano la loro vita come medici, infermieri, forze dell'ordine, autotrasportatori, farmacisti, impiegati nei supermercati. Oggi abbiamo deciso di compiere un altro passo. Chiudiamo nell'intero territorio nazionale ogni attività produttiva che non sia cruciale per servizi beni essenziali.

Abbiamo lavorato tutto il pomeriggio con sindacati e categoria per stilare la lista delle categorie produttive che possono restare aperte: supermercati, negozi generi alimentari e prima necessità. Nessuna restrizione dei supermercati, non c'è ragione di fare corsa agli acquisti nè code. aperti anche farmacie, parafarmcie, servizi bancari, assicurativi, postali, trasporti, attività accessorie a quelle essenziali. Al di fuori questi, consentiremo solo lavoro smart working e le attività produttive rilevanti per la produzione nazionale. Rallentiamo il motore produttivo nazionale ma non lo fermiamo. Non è facile ma così possiamo affrontare la fase più acuta del contagio. Lo Stato c'è. Rialzeremo la testa, ma ora dobbiamo tutelare il bene più prezioso che è la vita".






Questo è un articolo pubblicato il 21-03-2020 alle 22:43 sul giornale del 23 marzo 2020 - 6446 letture

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