ACdV - Volontariato o professionismo della (in)sicurezza?

3' di lettura 20/02/2020 - Il Prefetto di Ancona, Dott. Antonio D'Acunto, ha sottoscritto qualche giorno fa il protocollo per il “Controllo del Vicinato” con i Comuni di Polverigi, Arcevia e Loreto, portando a dieci il numero degli enti locali provinciali che afferiscono a questa intesa. In cosa consiste?

In pochissime parole, gruppi di cittadini volontari, con a capo un “coordinatore” nominato dalle amministrazioni locali, svolgeranno compiti di osservazione, segnalando, con l'assoluto divieto di qualsivoglia intervento, al “coordinatore” situazioni di potenziale pericolo compiendo “azioni di prevenzione, contrasto e riparazione dei fenomeni di criminalità, inciviltà e disordine urbano diffuso ...”.

I “coordinatori” gireranno le segnalazioni alle forze dell'ordine, le quali saranno anche incaricate della formazione dei volontari. Questo in pochissime parole. Proviamo a metterne qualcuna in più, a partire da quei fenomeni di inciviltà e disordine urbano.

Significa che dopo i mercati rionali il coordinatore segnalerà alla Polizia Municipale che strade, marciapiedi e piazze sono ricoperti di buste e cartacce (lo stesso dicasi per il dopo manifestazioni carnevalesche, sfilate bandistiche ecc.)? O che su una panchina sta dormendo un senza tetto? Ancora: ACdV dice di essere articolata internamente in soci, amministratori e manager. Da questi termini si evince che ci troviamo di fronte non a una associazione di volenterosi, ma a un'azienda. È Così?

Sappiamo che si costituisce formalmente nel 2015, ma già nel 2009 comincia ad operare nel Varesotto. Magari non tanto i soci, ma gli amministratori e, soprattutto, i manager, generalmente si pagano; visto tra l'altro che ACdV può contribuire in modo trasparente al finanziamento di associazioni, comitati, organizzazioni umanitarie e, a sua volta, può accettare donazioni, lasciati, eredità; e che ACdV ha nei confronti di chi fà vigilanza e controllo l'obbligo di adeguato pagamento e/o ristoro per l'opera prestata dagli stessi … allora i soldi, in maniera regolare, gli devono pur arrivare!

Dunque, punto primo, ci troviamo di fronte ad enti locali che stipulano convenzioni con un'associazione, che in qualche modo ottiene delle retribuzioni (qualcuno ci chiarisca se i "volontari" ricevono un salario, una mancia o un gratificante buffetto) per svolgere funzioni che fanno capo al dovere civico e solidale, e che perciò dovrebbero essere patrimonio di ogni residente nel paese.

Punto secondo. Le forze dell'ordine devono addestrarne i “volontari”, ma se dicono che il problema nasce dal fatto che non ci sono abbastanza agenti a pattugliare strade e campagne, ne vengono sottratti alcuni ad un compito di addestramento che li allontana ancora di più dai loro compiti istituzionali?

Punto terzo. I comandi di Polizia Municipale dei Comuni che hanno aderito a questo protocollo, quanti agenti impiegavano, diciamo, dieci anni fa, e quanti oggi? E se invece di cadere nella subdola ridicolaggine dell'ACdV, i Comuni limitrofi unissero il servizio di vigilanza, con l'assunzione, vera, delle figure professionali richieste, anche in servizio notturno? Quarto ed ultimo punto. C'è poi davvero questo bisogno? Il nostro è veramente un territorio pericoloso? No! Lo dicono le statistiche dell'Istat, riportate anche sul sito della Regione, che i fenomeni criminosi sono in diminuzione da anni. Sale però la percezione di insicurezza dei marchigiani. Perché?

Una risposta gentile sarebbe “fa più rumore un albero che cade, che una foresta che cresce”. Una schietta, invece, asserisce che le forze politiche di destra e centro destra cavalcano anche il furto di una mela spacciandolo per rapina; peggio è che organi di informazione, che sopravvivono grazie alle trombe dell'allarmismo, facciano lo stesso.

Ci si aspetterebbe allora che almeno i nostri amministratori seguissero le voci della ragione e della buona amministrazione, per dare le informazioni vere, fare politiche solidaristiche, anziché seguire la grancassa dei burattinai della paura.


Rifondazione Comunista PRC Federazione di Ancona





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-02-2020 alle 15:40 sul giornale del 21 febbraio 2020 - 583 letture

In questo articolo si parla di attualità, sicurezza, politica, controlli, territorio, comunicato stampa

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