Una Minoranza Creativa: alla scoperta della Sindone (27) – Ancora un santo a venerare la Sindone

2' di lettura 22/11/2019 - Dopo aver trasferito la Sindone da Chambéry a Torino nel 1578, in occasione del pellegrinaggio del cardinale di Milano Carlo Borromeo, i duchi di Savoia dovettero sistemare la Venerata Reliquia in un luogo adatto e in una decorosa custodia.

In attesa di una propria cappella (che sarà realizzata solo alla fine del XVII secolo), la Sindone, arrotolata in un prezioso reliquiario, dapprima venne collocata entro le mura del palazzo ducale, e poi all’interno del duomo.

Il prestigio che apparteneva al Prezioso Lino, nonché la devozione che l’ammantava, erano motivo di grande venerazione, a fronte della quale, all’inizio del ‘600, numerose furono le ostensioni, alle quali partecipava sempre un nugolo di devoti fedeli.

E dinanzi alla Sindone venne ad inginocchiarsi, dopo Carlo Borromeo, un altro futuro santo e dottore della Chiesa. Nell’appuntamento precedente abbiamo raccontato il rapporto stretto che sussisteva tra il duca di Savoia Carlo Emanuele I (figlio di Emanuele Filiberto) e il cardinale di Milano Carlo Borromeo.

Grazie a questo legame, il futuro santo meneghino ebbe la grazia di venerare la Sindone per quattro volte: nel 1578 (quando era ancora duca di Savoia Emanuele Filiberto); nel 1581 (quando divenne duca Carlo Emanuele I); nel 1582 (in occasione del Corpus Domini); nel 1584 (poco prima di passare alla casa del Padre).

Carlo Borromeo ebbe anche la gioia di ricevere una copia della Sindone (ancora oggi conservata ad Inzago, nei pressi di Milano): essa era una “reliquia per contatto”, ovvero dopo la sua realizzazione artistica era stata messa a contatto con la Sindone, affinché quest’ultima trasferisse la sua sacralità sulla riproduzione.

La creazione di copie della Sindone, assieme alla prassi di rendere questi manufatti artistici “reliquie per contatto”, rappresentava, tra il XVI e il XVII secolo, una pratica ricorrente, in quanto i Savoia non mancavano di donare copie della Sindone a personalità prestigiose e di alto rango.

Giunta a Torino nel 1578, cogliendo l’occasione del pellegrinaggio del Cardinale Borromeo, la Sindone aveva bisogno di una adeguata collocazione.

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Questo è un articolo pubblicato il 22-11-2019 alle 10:19 sul giornale del 23 novembre 2019 - 306 letture

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