Mariani (Fratelli d'Italia): "TARI Comune di Osimo, errare è umano perseverare è diabolico"

2' di lettura 21/11/2019 - In questi giorni tantissimi contribuenti osimani stanno ricevendo cartelle di accertamento TARI. Se le superfici imponibili dichiarate non corrispondono a quelle risultanti dagli atti catastali, il Comune di Osimo, anziché instaurare i dovuti controlli sul posto ed un contraddittorio con il contribuente preferisce notificare direttamente l’atto giudiziario.

Un metodo veloce, utile a quadrare il bilancio comunale, seppure solo sulla carta. Spesso l’evasione è di pochissimi metri quadrati, ma al tributo si aggiungono gli interessi e le sanzioni . Per cui un “presunto evasore” di mq. 10 dovrà pagare circa 10 euro di tassa e 50 euro di sanzioni per ogni anno di “presunta avasione”.

Uso il termine “presunto” perché non tutti i locali sono soggetti a tassazione. Infatti la legge individua espressamente i locali esenti o comunque non soggetti alla tassa o per la loro natura o per il particolare uso o perché risultano in obiettive condizioni di non utilizzabilità. Chiaro che per un accertamento corretto è necessaria una concreta verifica dei locali.

In assenza di controllo le superfici imponibili sono “potenzialmente” errate. Un metodo già sperimentato dal Comune di Osimo nel 2017 quando una pioggia di avvisi sono stati recapitati a quasi 300 attività produttive per presunte evasioni TARI che dopo mesi e mesi di lavoro si sono rivelati errati per oltre il 70%.

Un metodo quindi sbagliato e che ha costretto tante aziende a spese inutili per avvocati e commercialisti. Un metodo che il Sindaco Pugnaloni ha dichiarato non si sarebbe più ripetuto. Invece sono trascorsi appena due anni e ci risiamo, con un’ aggravante: la violazione del contraddittorio.

Questo comporta l’impossibilità per il contribuente di presentare osservazioni e ridiscutere la bontà dei dati accertati prima dell’emissione dell’avviso di accertamento. Quindi con l’atto giudiziario in mano il contribuente ha due strade: pagare o rivolgersi ad un libero professionista per il contenzioso.

Questa volta sono coinvolte centinaia di famiglie che non hanno disponibilità economiche per difendere i propri diritti. Il professionista va pagato ed il compenso spesso supera l’importo da pagare che, seppur di poche centinaia di euro, in moltissimi casi mette a dura prova il bilancio familiare. È per questo che chiedo alle associazioni dei contribuenti di intervenire coinvolgendo anche il Garante del contribuente.


Maria Grazia Mariani Fratelli d’Italia Osimo







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-11-2019 alle 16:03 sul giornale del 22 novembre 2019 - 1808 letture

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