Rubrica Vivere la Psicologia: arriva Natale! Significati nascosti del regalo

3' di lettura 18/11/2019 - Come ogni anno il Natale inizia colorando di luci i nostri sguardi. Iniziano i primi pensieri su quali regali fare e soprattutto a chi donare. La lettura psicologica del regalo natalizio si può fare su due livelli; uno legato al sistema di tradizioni culturali e storiche, che vengono introiettate sin dall’infanzia, ed un altro più analitico legato al significato intrinseco del dono. Martyne Perrot (Il regalo di Natale, storia di un’invenzione. 2014), ci illustra come il regalo di Natale affonda le sue radici in un racconto molto antico: quello del periodo monarchico dell’antica Roma, quando nasce il termine “strenne”, dal latino strena 'presagio, augurio', e conseguentemente 'regalo augurale scambiato in occasione di festività'. Le strenne, ricorda la Perrot, avevano “una particolarità poco comune nel mondo degli oggetti: cadono dal cielo!

E quest’origine soprannaturale è importante. Rinvia a un mondo leggendario, quello nel quale, durante il pericoloso periodo del solstizio d’inverno, i bambini erano simbolicamente minacciati, come attestano il folclore e le credenze popolari. Accovacciato nella grande notte occidentale, a volte il pericolo era incarnato dagli stessi donatori, la cui lunga schiera nasce nella mitologia europea e nella storia di alcuni santi cristiani”.

Verso la fine del XIX secolo, è avvenuta la trasformazione delle strenne in regali di Natale, con la nascita del tradizionale pranzo di Natale in famiglia e la trasformazione progressiva della festa religiosa in celebrazione profana.

“Da qui in avanti la storia delle strenne diventa quella di una pratica commerciale, confondendosi con la storia dello sviluppo dei grandi magazzini”. L’atto di regalare è innanzi tutto un atto sociale, un rito collettivo pregno di significati, che regola il rapporto tra persone e che veicola un messaggio reciproco, sia da parte di chi regala che di chi riceve.

Da un punto di vista intrapsichico il dono, che sia un oggetto, una poesia o una passeggiata, esprime sempre un bisogno di relazione con l’altro. Attraverso i regali distribuiamo affetto e ce ne aspettiamo in cambio. Il regalo dà un significato alla profondità del legame e nella scelta del dono mettiamo in gioco la nostra identità e personalità.

Possiamo dire che i regali rappresentano sia un sostituto simbolico di noi stessi sia uno strumento per tessere relazioni affettive e perseguire obiettivi (non sempre condivisi). Il dono è uno strumento analogico di comunicazione autentica, in cui si percepisce il valore emotivo in termini di piacere, di spontaneità e generosità oppure di ostilità, di costrizione e di giudizio. Lo scambio è invaso da questi sentimenti e le persone ne sentono la valenza affettiva.

E' dire che se un regalo non viene fatto con il cuore meglio non farlo! Dunque la nostra storia e il riconoscimento dei significati emotivi dovrebbero guidarci nella scelta dei doni natalizi. La frenetica tentazione di trovare, ad ogni costo, un regalo per tutti, qualunque esso sia forse ha poco senso, a meno che l’ansia degli incontri familiari, alla Vigilia di Natale, non ci spinga in questa compulsione inconsapevole e spietata.


Dott.ssa Marta Brunetti Psicologa-Psicoterapeuta “Spazio Altea”





Questo è un articolo pubblicato il 18-11-2019 alle 16:12 sul giornale del 19 novembre 2019 - 636 letture

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