Una Minoranza Creativa: "lasciare e sono giudicati degni". Domenica 10 novembre 2019, XXXII domenica del tempo ordinario (ANNO C) (Lc 20,27-38)

1' di lettura 09/11/2019 - Chissà come commenterebbe la nostra società “politicamente corretta” l’estratto evangelico proposto quest’oggi dalla sacra liturgia: la Chiesa che propaga la prepotenza dell’uomo sulla donna; il prete che predica la sottomissione della donna dinanzi all’egoismo dell’uomo; il Vangelo che descrive la donna come una detestabile divoratrice d’uomini; i Testi Sacri che rappresentano la donna come l’unica colpevole della mancata discendenza dell’uomo.

Peccato che coloro i quali blaterano queste cose, non solo non partecipano alla celebrazione Eucaristica; non solo non contestualizzano quanto viene letto; ma non sanno per nulla che nella Sacra Scrittura, sia vetero che neo testamentaria, la donna ha un ruolo tutt’altro che marginale; e non sanno neanche che il termine greco usato nel Vangelo per “donna/sposa/moglie” è “gunè”, dalla cui radice viene lo spagnolo “gana” (desiderio), il tedesco “kinder” (bambini), ed anche l’inglese “queen” che non ha bisogno di traduzione.

Ma se un “politicamente corretto” ben preparato affermasse, giustamente peraltro, che “gunè” in traduzione può valere anche “concubina” e “ancella”, si potrà benissimo replicare che fradicia non è la radice, ma l’opera d’innesto.

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Questo è un articolo pubblicato il 09-11-2019 alle 07:52 sul giornale del 09 novembre 2019 - 191 letture

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