Una Minoranza Creativa: alla scoperta della Sindone (25) – Ottobre 1578: dinanzi alla Sindone a Torino

2' di lettura 07/11/2019 - Il 9 ottobre 1578 il cardinale Carlo Borromeo, alla guida di quattordici pellegrini partiti da Milano, giunse a Torino per venerare la Sindone. Il futuro santo poté contemplare il Venerato Lenzuolo sia in privato che in Piazza Castello, dinanzi a migliaia e migliaia di fedeli. Al cospetto del Sacro Telo vennero celebrate messe, proclamate omelie e praticata la pia devozione delle Quarant’Ore.

Le ostensioni della Sindone avvenivano esponendo il Sacro Lino disteso e tenuto a mano da vescovi e cardinali, i quali erano sempre in numero dispari, poiché si doveva sempre ben distinguere il prelato di centro, ovvero colui che avrebbe presieduto la cerimonia liturgica.

Molto interessanti sono gli scritti di un testimone oculare, il marchese Agostino Cusano, il quale documenta quali fossero le impressioni che la gente del XVI secolo provava al cospetto della Sacra Reliquia. Nell’appuntamento precedente abbiamo raccontato il pellegrinaggio che il cardinale Carlo Borromeo sostenne da Milano fino a Torino, per raggiungere e venerare la Sindone. Il cammino iniziò lunedì 6 ottobre 1578 e perdurò per quattro giorni.

La compunzione che distingueva l’animo del cardinale, caratterizzò l’organizzazione e lo svolgimento dell’intero viaggio: a partire dall’abbigliamento dei pellegrini, fino alla gestione delle loro giornate e all’alimentazione, tutto era contraddistinto da semplicità, devozione e contrizione.

La preghiera era la fiaccola che illuminava il tragitto dei devoti viandanti, ed essa aveva la priorità rispetto a qualsivoglia bisogno, od esigenza materiale, che investiva i partecipanti. Il 9 ottobre 1578 il cardinale Carlo Borromeo, accolto dal duca Emanuele Filiberto di Savoia e dal figlio Carlo Emanuele, fece il suo ingresso a Torino.

Cannoni in festa e cavalleria schierata accolsero i pellegrini milanesi i quali, rimanendo fedeli all’approccio devoto col quale avevano intrapreso il viaggio, si diressero di gran carriera a pregare in duomo, e poi immediatamente a venerare la Sindone nella chiesa di San Lorenzo. Tuttavia al Signore è sacro e gradito l’agire quanto il riposare (cfr. Gn 2, 2-3), e il futuro santo sapeva bene anche questo.

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Questo è un articolo pubblicato il 07-11-2019 alle 16:02 sul giornale del 08 novembre 2019 - 274 letture

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