Progetto Osimo Futura: sabato 19 ottobre, Grotte del Cantinone, incontro pubblico dal tema "La salute è un diritto che non può essere mercificato"

2' di lettura 18/10/2019 - Morire senza salute è morire senza aver diritto ad una assistenza sanitaria adeguata e gratuita. Nella maggior parte del mondo questo diritto è usurpato, drammaticamente negato: si è condannati a morire sulla porta di un ospedale se non si hanno i soldi con cui pagarsi le cure.

Anche in Italia il diritto alla salute, che dovrebbe essere costituzionalmente tutelato, si sta dissolvendo sotto i colpi della spending rewiev in mezzo ad una pressoché totale indifferenza, facendo intendere che l’obiettivo finale è la privatizzazione. Un obiettivo che le tesi proposte nel libro di Pagliariccio vogliono sfatare perché la cura è un diritto che non può essere mercificato.

Nell'ordinamento italiano il diritto alla salute è costituzionalmente sancito dall’articolo 32 quale “diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività”. Coerentemente a ciò vige un Servizio Sanitario Nazionale un patrimonio enorme di tutele che va però dilapidandosi da decenni per diversi motivi. Uno dei quali è la controversa attuazione della riforma degli anni Novanta.

Riforma caratterizzata da: una fortissima regionalizzazione della sanità – che nei fatti ha portato alla perdita di uniformità nei servizi sul territorio nazionale aumentando vertiginosamente il divario tra regioni, ciascuna delle quali detentrice di un proprio piano sanitario derivante da una gestione locale della spesa sanitaria –, dall’aziendalizzazione di USL e ospedali e dalla possibilità per i medici di svolgere la libera professione intramoenia.

Tutti elementi inseriti per cercare di assicurare la sostenibilità di un sistema certamente complesso e oneroso come è il SSN ma di fatto a esso profondamente estranei, che hanno agevolato continue intrusioni politiche nella gestione della sanità (le nomine dei dirigenti medici sono spesso espressione di scelte partitiche decise in ambito regionale invece che generate dal merito) e causato abusi e sprechi.

A dare il colpo finale ci hanno pensato le sistematiche spending review, provocando un costante transito di considerevoli quantità di fondi dal pubblico al privato e quindi uno spostamento verso una sanità privata, tra l’indifferenza degli addetti ai lavori e la rassegnazione degli utenti-pazienti, quotidianamente depredati del diritto primario di ricevere cure adeguate e gratuite.

Anche l'intervento del Dott. Sampaolo ribadirà l'importanza della difesa della sanità pubblica, sulla necessità di rafforzare gli investimenti sulla medicina preventiva e la proposta di organizzare nel nostro territorio degli ambulatori integrati di prossimità dove le persone possono trovare le prime risposte ai problemi di salute".








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-10-2019 alle 16:33 sul giornale del 19 ottobre 2019 - 917 letture

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