Vivere la Psicologia: I disturbi in età evolutiva, una crescita che spaventa

2' di lettura 10/07/2019 - All'ultimo Convegno Nazionale sull'Autismo e sui disturbi dello sviluppo (1-2 Giugno 2019 Abbadia di Fiastra -Tolentino-), svoltosi nella Regione Marche, è emerso un dato allarmante sul crescente aumento dei disturbi in età evolutiva.

Si conta che nel 2000 la prevalenza della diagnosi di autismo era dello 0,7%, nel 2014 vi è stata un'ascesa al 1,7%. Si è parlato di un rapporto di 1:68 per i disturbi del neurosviluppo (Lancet Neurology 2014). Negli anni '70 per un caso di asma o neoplasia infantile accorrevano medici da tutta Italia, oggi invece ci sono reparti interi con bambini affetti da tali patologie (Prof. Giuseppe Caramia, primario emerito di pediatria e neonatologia dell'AOU Salesi di Ancona).

Cosa sta succedendo? Appare sempre più chiaro che stiamo disturbando il nostro DNA, che da 4.000 anni fa il suo lavoro e non appare mutato. Metalli pesanti, inquinanti liquidi o solidi, pesticidi, elettrosmog e non per ultimo lo stress sembrano le variabili principali che danneggiano il nostro genoma. Tale situazione risulta drammatica per i primissimi stadi dello sviluppo fetale e per il successivo sviluppo neurologico e psico-fisico dei bambini.

Dunque oggi la prevenzione e la riduzione dei fattori di rischio ambientali, sia esterni che interni, appare l'unica soluzione che abbiamo per ridurre l'incidenza dei disturbi in età evolutiva. La placenta sembra essere il centro delle patologie croniche, infatti è l'organo che il feto forma per andare a prendere dalla madre ossigeno, nutrimento ed informazione sul mondo in cui vivrà.

Per tali motivi la placenta non va assolutamente disturbata. (Burgio E. 2019). Da 15 mesi prima della gestazione ci dovrebbe essere un'attenzione particolare per preparare un “ambiente sano” per il feto. Dunque dobbiamo aprire la lettura dei disturbi in età evolutiva, in cui la patologia non sembra derivare da un'alterazione casuale ed occasionale. L'intervento di variabili disturbanti, ovvero di interferenti endocrini (metalli pesanti, particolato ultrafine, pesticidi, stress, elettrosmog...), vanno ad interferire nei processi maturazionali che iniziano dal concepimento (Lucangeli D. ,2019).

L'esposizione durante la gravidanza a tali interferenti endocrini appare direttamente correlata all'aumento dell'incidenza delle patologie croniche in età evolutiva e dei disturbi del neurosviluppo. Siamo arrivati ad un epoca in cui l'assunzione della responsabilità individuale deve ad ogni costo arrivare ed attraversare la responsabilità pubblica e politica. Appare necessaria una nuova frontiera dell'etica e non abbiamo molto tempo per farlo


Dott.ssa Marta Brunetti Psicologa-Psicoterapeuta “Spazio Altea”





Questo è un articolo pubblicato il 10-07-2019 alle 13:19 sul giornale del 09 luglio 2019 - 328 letture

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