Font d’Art Festival trasforma Osimo nel teatro del contemporaneo. Dal 31 maggio al 2 giugno la nuova edizione della rassegna internazionale

2' di lettura 21/05/2019 - Decine di interpreti del nostro tempo, nazionali e internazionali, riflessi e prospettive che, per la prima volta, declineranno al plurale lo spazio reale e simbolico di una città. Tutto questo è Font d’Art, festival di arte contemporanea transdisciplinare, di scena dal 31 maggio al 2 giugno, per una quinta edizione completamente rinnovata grazie anche all’impegno dell’amministrazione Comunale e dell’associazione che organizza la rassegna e le dà il nome guidata da Monica Ficosecco.

Tre giorni densi di installazioni, performances, concerti, incontri ed esposizioni disseminati per i luoghi più suggestivi del centro storico di Osimo alcuni dei quali normalmente chiusi al pubblico e svelati per l’occasione.

Dal parco di Fonte Magna al Teatro La Nuova Fenice, dalle grotte al Duomo passando per il Palazzo Comunale, tra le mura vivrà lo spettacolo di un vasto e immaginifico teatro a cielo aperto, all’insegna della commistione delle arti e della ricerca di contatto con il tessuto urbano e con chi lo abita, nella convinzione che conoscere sia, innanzitutto, costruire comunità.

Ricca, composita e d’alto profilo l’offerta culturale: dalle arti visive al video, la performance, le installazioni site specific, i concerti ed i dj set. Di grande prestigio gli appuntamenti musicali: l’evento inaugurale con Fabrizio Ottaviucci uno dei più raffinati interpreti pianistici di Maestri del Novecento come John Cage, Terry Riley e Giacinto Scelsi, la presentazione del nuovo disco del violoncellista Francesco Guerri e il live di Enrico Cosimi autentico guru dell’elettronica italiana.

La memoria sarà l’affascinante protagonista dell’esibizione del collettivo MacchineNostre, il quale, usando solo synth marchigiani, lambirà la storia del territorio che circonda Osimo.

“Abbiamo concepito il centro come un grande teatro,-spiega la direttrice artistica Sandra Julve, un’enorme scena senza quinte in cui coscienza del presente e memoria, come due attrici, si scambiano repliche per catturare l’anima iconica degli ambienti, la loro trasformazione, il loro vissuto prospettico, multiforme sempre in evoluzione. “



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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-05-2019 alle 13:18 sul giornale del 22 maggio 2019 - 490 letture

In questo articolo si parla di arte, cultura, spettacolo, artisti, performance, istallazione

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