Offagna: lo sport, la palestra, la vita. L’insolito incontro degli alunni della scuola dell'’IC Caio Giulio Cesare con un maratoneta campione del mondo

14/05/2019 - Quando qualcosa di davvero importante ci viene a mancare, quando ci sentiamo sconfitti dalla vita, abbattuti, colpiti da una sfortuna più grande di noi la reazione più immediata e comune è abbandonarsi a una sterile autocommiserazione, confrontare la nostra triste sorte con il futuro radioso di tutti gli altri. E questo succede anche di fronte a cadute piuttosto piccole, temporanee, a banali delusioni delle nostre aspettative.

Quasi sempre… E se un giorno fosse qualcosa di veramente irreparabile a cambiare i nostri piani? Come reagiremmo? Come reagirebbero i nostri figli e alunni, che tutti noi siamo abituati a risollevare da ogni piccolo insuccesso, o addirittura a preservare da qualsiasi frustrazione che potrebbe abbattere il loro morale?

L’appuntamento di sabato scorso che gli alunni delle classi della scuola secondaria di Offagna avevano con un atleta osimano ha avuto l’altissimo merito di mettere tutti quanti – adulti e ragazzi presenti – a confronto con domande di questo tipo.

L’atleta in questione ha partecipato a ben tre edizioni delle Olimpiadi, oltre ad aver vinto molti premi internazionali e ad essere il detentore di un record mondiale! Andrea Cionna, maratoneta non vedente, è venuto ad incontrare i ragazzi della nostra scuola, per parlare del tema “Sport e Disabilità”, ma soprattutto per raccontare loro la sua esperienza di vita.

Dopo aver perso la vista all’età di 21 anni, Andrea non si è scoraggiato e ha puntato sulle sue risorse fisiche e mentali per fare dell’attività sportiva una “palestra di vita”: i momenti di sconforto, le grandi soddisfazioni, l’orgoglio di rappresentare la propria nazione, i viaggi, il divertimento, i tanti sacrifici, la ferrea organizzazione quotidiana, l’alimentazione e persino i semplici riti scaramantici (“la sera prima di una gara se non mangio una pizza, mi sento quasi in colpa…”), sono stati gli spunti di riflessione su cui questo gradevolissimo ospite ci ha permesso di confrontarci, anche stimolato dalle domande interessanti e a volte molto profonde che gli studenti gli hanno rivolto. Infine, è arrivato il momento di mettersi in gioco: nel cortile della scuola, a coppie, gli alunni (e qualche proff) si sono cimentati in un breve percorso di corsa, durante il quale uno dei due, bendato, doveva affidarsi alla guida del compagno a cui era legato da un cordino tricolore.

ù“Mi sembrava di non avere la terra sotto i piedi”, “Ogni riferimento era perso”, “Un totale disorientamento”: queste le sensazioni più comunemente provate. Alle quali Andrea Cionna ha ribattuto, con il consueto sorriso sulle labbra: “Bisogna imparare a fidarsi di più delle persone.”

Grazie, Andrea. Il tuo è un grande esempio di vita, sportiva e non solo.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-05-2019 alle 21:16 sul giornale del 15 maggio 2019 - 2217 letture

In questo articolo si parla di scuola, cultura, sport, incontro, alunni, racconto, maratoneta

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