Pablo Escobar:”Angelo o Demone?

13/04/2019 - “Pablo Escobar :”L’assenza dello stato genera mostri”, questo è il titolo della conferenza programmata dalla Galleria Civica del Figurino Storico e dall’Unitre di Osimo che il 30 marzo ha richiamato un pubblico fortemente interessato,nelle sala della Università delle Tre Età.

Non solo perché,il relatore, Avv. Gianluca Mengoni, aveva già proposto con successo all’Unitre altri due personaggi emblematici :Buccolino Guzzoni e Tamara de Lempcicka ,ma anche per la capacità dell’Avvocato di saper fare una analisi introspettiva del personaggio proposto,senza avere la presunzione di giudicarlo. Presentato dalla Presidente Antonietta Mattioli, Mengoni,dopo essere partito dal contesto geografico e storico della Colombia,ha introdotto la vita di Pablo Emilio Escobar Gaviria,conosciuto come il “Re della cocaina”,figlio di un agricoltore e di una maestra di Scuola Elementare.

La sua vita,veramente rocambolesca,lo vede trasformarsi da autore di piccoli furti a “Re del narcotraffico”.Dopo aver conosciuto in carcere nel 1974 un contrabbandiere riuscì a contattare il responsabile dei trafficanti di droga Restrepo, che lui stesso fece uccidere per prenderne il posto, assoldando i suoi uomini.

Grazie alla sua strategia”plata o plomo” (soldi o piombo) fu in grado di controllare le operazioni,eliminare gli informatori o chiunque intralciasse i suoi affari, divenendo così negli anni ’90, possessore di un patrimonio di 40 miliardi di dollari..

Nonostante avesse organizzato assassini ,sequestri e soprusi,servendosi di una milizia personale,era considerato un eroe da molti degli abitanti di Medellin,poiché era ritenuto un benefattore dei poveri,aiutandoli economicamente, facendo costruire stadi di calcio e sponsorizzando squadre locali.

Il successo economico provocò la sua ascesa nel campo della politica; eletto Consigliere comunale nel 1979,cominciò ad interessarsi alla politica nazionale,presentandosi alle Elezioni, nella Lista del Movimento Rivoluzionario Liberale.

Dopo aver tolto di mezzo i politici avversari, s’ingraziò il favore degli elettori poveri,presentando un piano che prevedeva la costruzione di oltre 500 abitazioni popolari, tanto da essere denominato “Robin Hood”.Dopo la sua elezione nel marzo del 1982,privato dell’immunità parlamentare nel 1984 per i suoi crimini,decise di vendicarsi contro lo Stato e il Cartello di Cali.

Rifugiatosi a Panama con la sua amata famiglia, cercò di introdurre la droga negli U.S.A. ,d’accordo con il socio G. Gache. Per alcune foto compromettenti scattate dal pilota americano Barry Seal, fu scacciato da Panama.

L’assassinio del Direttore del quotidiano El Spectator, l’uccisione di 12 magistrati dopo il suo attacco al Palazzo di Giustizia e lo scoppio di un’auto bomba davanti a una sua abitazione, lo costrinsero a consegnarsi all’autorità colombiane.

La sua carcerazione è un’altra sua beffa verso la giustizia: si fece costruire un carcere d’oro “ La Catedral” con tutti i confort, dove poteva ricevere chiunque, usciva quando voleva e aveva un campo di calcio dove invitò persino la Nazionale Colombiana.

Dopo le proteste dell’opinione pubblica, doveva essere trasferito in un carcere più consono, ma evase e si dette alla fuga,finché,localizzato in un quartiere di Mendeill, fu ucciso. Come epitaffio,possiamo dedicare a lui alcuni versi del Manzoni.”Tutto ei provò….la gloria ,la fuga… “Cadde ,risorse e giacque”…”Fu vera gloria?” “Ai posteri l’ardua sentenza






Questo è un articolo pubblicato il 13-04-2019 alle 07:38 sul giornale del 13 aprile 2019 - 202 letture

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