Falconara: Un’impresa di famiglia, ma spacciavano coca e hashish. Coinvolta anche la nonna

13/12/2018 - I Carabinieri hanno concluso nelle prime ore del giorno un’operazione che ha visto finire dietro le sbarre 3 membri di una famiglia, tutti coinvolti nello spaccio di sostanze stupefacenti nel comune di Falconara

Una casa accogliente e ben arredata, una famiglia numerosa che condivideva lo stesso tetto e portava avanti con coesione l’impresa famigliare. Non stiamo parlando però del mulino bianco, ma della famiglia di spacciatori che da Falconara riforniva cocaina e hashish la propria città e quella di Ancona. Alla conclusione dell’operazione denominata “8 sotto un tetto” i Carabinieri reperivano 1 chilogrammo di hashish e 40 grammi di cocaina, ma durante il periodo delle indagini i Militari Tenenza di Falconara, supportata dalla squadra radiomobile di Ancona, hanno attestato almeno 100 casi di spaccio.

Il business veniva diretto dal capofamiglia, X.A. di origine albanese già sotto sorveglianza speciale al momento delle indagini per reati affini. Ad aiutarlo nelle operazioni di spaccio il fratello 29enne, la moglie e la madre. Tutti abitavano sotto lo stesso tetto, assieme ai 4 figli di età compresa dai 2 ai 6 anni. Era il capofamiglia a prendere le decisioni e gestire soldi e droga.

Lo Spaccio

Le sostanze venivano nascoste in una piccola buca occultata da una macchina ferma da anni in un vicolo nel pieno centro di Falconara, tra via Marsala e via XX Settembre, a poca distanza dalla casa della famigliola. Su chiamata dei clienti le sostanze venivano recuperate dagli spacciatori, in più di un caso anche dalla nonna di 64 anni e distribuite in pieno centro a Falconara.

L’Indagine

A mettere sulle tracce della banda di famiglia una perquisizione casuale dei Carabinieri nella casa del sorvegliato speciale, durante la quale i Militari aveva notato uno stile di vita nettamente superiore a quello che il numeroso nucleo familiare si sarebbe potuto permettere con il solo lavoro della moglie, impiegata presso una struttura sanitaria, ma sospesa per problematiche sempre attinenti all’ambito degli stupefacenti. I Militari si mettevano alle costole della famigliola. Le indagini da febbraio attestavano oltre 100 casi di vendita di sostanze, effettuate nelle vie centrali di Falconara, anche in mezzo all’strada. Lo spaccio era effettuato dallo zio 29enne o da un “aiutante” Senegalese, anche egli arrestato nell’ambito dell’operazione, quando a scomodarsi non era l’allegra nonnina. Era compito della moglie invece gestire contabilità e controllare i crediti e debiti dei clienti. In almeno un caso la famiglia era arrivata alle minacce per recuperare 5 mila euro consumati in droga da un cliente di Chiaravalle. A perpetrare le minacce una complice di Jesi, moglie di un noto crinale, che non aveva esitato a vantare le proprie parentele per impaurire il creditore, minacciando anche la sua ragazza di 24 anni, in cinta all’epoca dei fatti.

L’arresto

Dopo 11 mesi di indagini, appostamenti, intercettazioni i Carabinieri facevano la propria mossa, arrestando per detenzione, spaccio, estorsione e violazione della sorveglianza speciale il capofamiglia, suo fratello e il complice senegalese, solo obbligo di dimora nel Comune di Falconara per un uomo che sembra aver coperto il ruolo di tesoriere per la famiglia, conservando la droga prima che venisse spacciata. Anche il resto della famiglia era colpito dalle ordinanze giudiziarie emesse dalla Procura nella figura del Dott. Rosario Lionello, e la nonna, la moglie e la complice di Jesi venivano consegnate ai domiciliari, nella stessa casa il cui lusso ha messo nei guai la famiglia albanese.

Con l’operazione, secondo i Militari, si è sgominato uno dei canali più floridi di rifornimento di sostanze stupefacenti nel territorio di Falconara e Ancona.


di  Filippo Alfieri
redazione@vivereancona.it







Questo è un articolo pubblicato il 13-12-2018 alle 16:31 sul giornale del 14 dicembre 2018 - 1290 letture

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