Accadde oggi: il 6 dicembre 2007

06/12/2018 - Il 6 dicembre, esattamente 11 anni fa, accadde l’incendio alle acciaierie Thyssen. All'una di notte di giovedì 6 dicembre 2007, alla linea 5 delle acciaierie ThyssenKrupp si scatena un drammatico incendio che investe in pieno gli otto operai in servizio in quelle ore.

All'origine del disastro, la fuoriuscita di olio bollente, utilizzato per raffreddare i laminati. Inutili i tentativi di circoscrivere le prime fiamme con gli estintori. Al contrario, il getto d'acqua a contatto con l'idrogeno liquido e l'olio provoca una spaventosa fiammata che trasforma in torce umane alcuni operai.

Un inferno che non lascia scampo al 36enne Antonio Schiavone (padre di due figli), riducendo in fin di vita altri sei: Roberto Scola, Angelo Laurino, Bruno Santino, Rocco Marzo, Rosario Rodinò, Giuseppe Demasi.

Moriranno anche loro nel giro di un mese, disegnando un drammatico bilancio che fa montare l'indignazione e la protesta del mondo dei lavoratori, cui seguiranno scioperi e manifestazioni in tutta Italia.

Il dramma delle morti bianche conosce un'altra brutta pagina di uomini esposti a rischi enormi, per le troppe ore di lavoro consecutive (i sindacati parlano di 12 ore per alcuni in servizio alla linea 5) e per le precarie condizioni di sicurezza (tra cui 3 estintori scarichi su 5).

Scatteranno immediatamente le indagini della magistratura e nei confronti dell'amministratore delegato della Thyssen, Herald Espenhahn, verrà contestato il reato di omicidio volontario con dolo eventuale e incendio doloso, mentre sulla testa di altri cinque dirigenti penderà l'accusa di omicidio colposo ed incendio doloso.

Nel corso delle indagini, emergerà che un incidente simile si era verificato nel 2003 e c'erano voluti quattro giorni per spegnere l'incendio, fortunatamente senza conseguenze per gli operai. Anche per questo la proprietà tedesca aveva da tempo deciso di chiudere la fabbrica torinese e trasferire tutta la produzione presso lo stabilimento di Terni. Chiusura poi slittata a giugno 2008.

L'accordo tra l'azienda e i familiari delle vittime (cui sarà riconosciuto un risarcimento di circa 13 milioni di euro) non fermerà il processo. Si arriverà, nell'aprile del 2011, alla sentenza di primo grado della seconda Corte d'Assise di Torino, che condannerà Espenhahn a 16 anni e 6 mesi di reclusione.

Pene comprese tra 10 e 13 anni saranno comminate agli altri cinque imputati. Nel febbraio 2013 la Corte d'Appello modificherà il giudizio di I grado, derubricando il reato da omicidio volontario a colposo e riducendo le pene a tutti i manager, sentenza confermata dalla Cassazione nell'aprile del 2014, che però richiede una ridefinizione delle pene, che non potranno essere superiori a quelle comminate nel 2013.

Con la sentenza della Corte d'Appello del 2015, confermata dalla Cassazione nel 2016, si chiude la vicenda giudiziaria.





Questo è un articolo pubblicato il 06-12-2018 alle 09:31 sul giornale del 06 dicembre 2018 - 129 letture

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