Loreto: la bellezza della cura. Progetto di valorizzazione dell’Hospice di Loreto

08/11/2018 - Che la cura della malattia possa essere “bella” suona come un paradosso, figuriamoci se parliamo di malattie non più guaribili. Invece, è proprio “La bellezza della cura” il titolo che la Fondazione Pro Hospice-Loreto ha voluto dare al nuovo progetto di valorizzazione dell’Hospice di Loreto che è stato presentato nei giorni scorsi nei locali dell’I.I.S. “Einstein-Nebbia” di Loreto.

Di che bellezza si tratti - avendo a che fare con un Reparto che negli anni si è guadagnato la stima e la considerazione del territorio per la sua attività a fianco dei malati terminali e delle loro famiglie - è subito emerso dai contributi dei relatori. Immaginate una famiglia che debba fare fronte alla malattia di un congiunto il cui esito è ormai segnato e che presumibilmente porterà alla morte in tempi brevi.

La realtà si abbatte come un macigno sulle persone care e su tutti i componenti della famiglia. Immaginate poi che ci sia un Reparto Ospedaliero un po’ particolare, sostenuto da una Fondazione costituita e finanziata dai maggiori Enti della città: il Comune, la Fondazione Cassa di Risparmio di Loreto, la Fondazione Opere Laiche Lauretane e Casa Hermes e che il Reparto si prenda cura del vostro congiunto e di voi, con i suoi medici, con la psicologa, con i suoi infermieri e operatori sanitari e con i suoi volontari, cittadini che offrono un po’ del loro tempo per alleviare il vostro dolore.

È qui che inizia la bellezza: nella condivisione del dolore e del percorso che vi accompagnerà nel tempo. La Dott.ssa Francesca Fiorini, Psicologa del Reparto, ha illustrato le linee generali del progetto che si caratterizza essenzialmente per tre aspetti: ✓ garantire ambienti esteticamente piacevoli ed accoglienti, ✓ favorire il benessere degli operatori mediante attività quali un corso di yoga e di musicoterapia, ✓ introdurre una nuova figura professionale come l’antropologa, figura assolutamente innovativa per un reparto ospedaliero.

Il Dott. Alessandro Gambini, Coordinatore del Comitato Scientifico, ha invece centrato il suo intervento sulle relazioni: “le persone portano con sé storie, relazioni, non solo tra pazienti e famigliari, ma tra questi e il personale, queste relazioni rimettono la persona umana al centro della 2 vicenda, ci costringono ad instaurare un rapporto con la complessità della storia che il paziente e la sua famiglia hanno attraversato”.

“Riteniamo che la cura possa essere “bella”: perché pone in primo piano la storia e le relazioni che il paziente ha intessuto negli anni, e con cui ora deve confrontarsi in un momento così importante della sua vita”. “E’ per fare ancora meglio questo che abbiamo deciso di avvalerci di una nuova professionalità che si muova nell’ambito filosofico-antropologico, che osservi i fenomeni e li descriva”.

Già dal benvenuto della Presidente della Fondazione Pro Hospice-Loreto, Fulvia Marchiani, era emersa la complessità che tale struttura ha dovuto affrontare sin dalla sua nascita. “Il nostro obiettivo era quello di sostenere l’Hospice e far comprendere al territorio quanto una struttura simile possa essere vicino alle persone.

In un momento in cui nella Regione è stata avviata la riorganizzazione del sistema sanitario, è di primaria importanza che la nostra Fondazione investa in un progetto che, tramite la sperimentazione, analizzi il percorso che l’Hospice deve avviare, per poter continuare a dare nel prossimo futuro quella risposta socio economica, assistenziale di cui il territorio ha necessità.

Il progetto sperimentale prevede, in accordo con l’ASUR-Marche, un intervento triennale della Fondazione Pro Hospice-Loreto di circa 100.000 euro. Nel tempo, senza ombra di dubbio, questo Reparto si è meritato sul campo la considerazione e la riconoscenza di molti.”

Considerazione che è venuta anche dal Primo Cittadino di Loreto, Paolo Niccoletti il quale ha evidenziato come l’occuparsi dei propri cittadini significa in primo luogo occuparsi della qualità della vita delle persone, e l’Hospice di Loreto sta dando la dimostrazione che un’attività di vicinanza a pazienti e famiglie rende migliore la vita di chi si trova in situazioni difficili.

Paolo Casali, Presidente della Fondazione Opere Laiche Lauretane e Casa Hermes ha esortato ad essere orgogliosi di questa struttura, ricordando che il grado di civiltà di un popolo si misura dall’attenzione posta nella cura di persone che si trovano in situazioni di difficoltà.

La Dott.ssa Nadia Storti, Direttore Sanitario Asur Marche, la Dott.ssa Gabriella Beccaceci, Direttrice Cure Primarie dell’ASUR-Marche Area Vasta 2 ed il Dott. Luciano Giuliodori, Responsabile Clinico Cure Palliative Asur Marche Area Vasta 2, in rappresentanza dell’Azienda Sanitaria, hanno riconosciuto in maniera unanime all’Hospice di Loreto un indubbio ruolo particolare e innovativo che si pone in evidenza in maniera positiva nel panorama sanitario regionale.

3 Un toccante intervento è venuto poi della moglie di un ospite che ha terminato i suoi giorni all’Hospice di Loreto. “Luciano ha lasciato questa vita con serenità. Ha vissuto bene la sua malattia, meglio che non in casa, e noi famigliari ci siamo sentiti supportati. Spero che questo modello possa estendersi in altre zone delle Marche”.

Ha chiuso l’incontro l’Assessore della Regione Marche Moreno Pieroni: “Ricordo gli inizi dell’Hospice, quando ero Sindaco di Loreto. Nella città dell’accoglienza, sono qui a condividere questo messaggio insieme alla Fondazione Pro Hospice-Loreto che a questo progetto ha creduto fin dall’inizio. Tutti, a Loreto, sentono la presenza benefica di questo Reparto e mi batterò perché anche in Regione ne sia sempre chiara l’importanza”.


Fondazione Casa di Risparmio di Loreto






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-11-2018 alle 18:56 sul giornale del 09 novembre 2018 - 569 letture

In questo articolo si parla di attualità, sindaco, territorio, casa di riposo, cure mediche

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