L’Unitre Rivisita la Grande Guerra

03/11/2018 - Un’occasione straordinaria,quella offerta dall’Unitre ai soci e simpatizzanti,il pomeriggio del 24 ottobre nella Sala Santa Rosa: “Riflessioni sulla Grande Guerra” era il titolo accattivante della conferenza tenuta dal Gen.Massimo Coltrinari.,accattivante perché si trattava di un avvenimento studiato a scuola,raccontato dai giornali e dai libri,mitizzato dai tanti films ma soprattutto accattivante,perché a parlarne era uno del mestiere, un Generale che ha svolto numerosi incarichi presso la Nato,lo Stato Maggiore dell’Esercito, ha partecipato alle operazioni di pace in Bosnia ed è titolare della Cattedra di Storia presso la Facoltà di Scienze politiche alla Sapienza di Roma.

Dunque, il Generale non ha tenuto una banale lezione ma ha invogliato gli ascoltatori a riflettere sulle cause del grande conflitto,analizzando i vari blocchi,le alleanze e le posizioni dei vari stati europei, dal 1914 al 1918.

Ha esordito ,elencando le varie cause che hanno causato la guerra: dalle ostilità della Francia e dell’Inghilterra verso le mire espansionistiche tedesche,al sogno della Francia di riprendersi l’Alsazia e la Lorena, dalla volontà dell’Austria e della Russia di appianare la loro politica interna,alle mire espansionistiche della Serbia e al desiderio dell’Italia di riprendersi Trento e Trieste.

Dopo aver considerato,motivo scatenante della guerra,l’uccisione a Seraievo dell’erede al trono d’Austria Francesco Ferdinando,il Generale,con abile capacità di sintesi ha ripercorso le varie fasi del guerra sottolineando la convinzione errata dello Stato Maggiore austriaco,di condurre una guerra lampo, sorretta dalla Germania che sognava di riunire in un grande stato tutte le popolazioni slave.

A quel punto varie alleanze si misero in moto per sostenere l’una o l’altra parte ,l’unico paese a rimanere neutrale fu l’Italia che,per le clausole previste dalla Triplice Alleanza,alla quale aveva aderito,sarebbe entrata in guerra solo in caso di aggressione.

Vana fu l’occupazione del Belgio da parte della Germania per prendere alle spalle la Francia, che reagì sulla Marna respingendo l’esercito tedesco. In Italia Neutralisti ed Interventisti si fronteggiavano,finché il Governo italiano firmò segretamente il Patto di Londra,con la Francia e l’Inghilterra nell’aprile del 1915 e il 24 maggio entrò in n guerra a fianco dell’Intesa.

Con un originale giudizio il Generale ha proseguito descrivendo le operazioni militari italiane come una partita di calcio :il primo tempo 1 a 0 per l’Italia con la disfatta di Caporetto ,vinta dalle truppe prussiane che avevano usato la stessa tattica di Annibale contro i Romani nelle battaglia di Cannes,attaccando il nemico solo su un punto del fronte.

L’Italia,con il generale Diaz al posto di Cadorna usò una nuova tattica bellica ,l’esercito si rinforzò e seppe respingere gli attacchi nemici,siamo sull’ 1 a 1. Mentre l’Austria stava esaurendo le forze, arrivarono gli Americani. Il fronte tenne sul Piave,con molto coraggio e innumerevoli sacrifici, l’Italia ottenne nel II° tempo il 2 a 1.

Dopo l’entrata vittoriosa dell’esercito italiano a Vittorio Veneto,la guerra si concluse con l’armistizio dell’Austria e della Germania.

Considerando l’immane eccidio, l’enorme spreco economico e la delusione dell’Italia per non vedere realizzati i suoi sogni,il Gen. Coltrinari,ha concluso con la convinzione che la guerra ,purtroppo non risolve i problemi anzi li peggiora.







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-11-2018 alle 15:50 sul giornale del 05 novembre 2018 - 550 letture

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