Furto al Grotte Center: arrestati 6 componenti della banda

10/09/2018 - Dopo aver compiuto l’assalto alla gioielleria all’interno del Grotte Center, nella notte di giovedì, credevano di essere sfuggiti alla cattura, ma si sbagliavano, perché i carabinieri della Compagnia di Osimo non avevano mai interrotto le ricerche. Con 40 militari in una azione di rastrellamento del territorio, circoscrivendo e controllando una vasta area da Senigallia a Porto Recanati, sono stati individuati e arrestati i sei componenti di una pericolosa banda rom, unitamente al loro capo.

Il tentativo di dividersi in due gruppi da tre: uno diretto a Nord (verso Lecco) e l’altro diretto nel teramano (verso Alba Adriatica e Giulianova) è stato inutile poiché comunque scoperti, immobilizzati, ammanettati e condotti nella caserma della Compagnia di Osimo. Per il reato consumato nella notte di giovedì, alla gioielleria “Blue Spirit” del centro commerciale “Grotte Center”, i sei uomini arrestati e costituenti la banda rom giunta ad inizio mese in Val Musone per depredare le attività commerciali, sono ritenuti responsabili dei reati di furto aggravato in concorso nonché resistenza e violenza a pubblico ufficiale aggravate.

I sei rom arrestati sono stati sottoposti ai rilievi fotosegnaletici e dattiloscopici E identificati, Cretu Marian Doru, nato in Romania, 28enne, residente a Osnago (LC), celibe, giardiniere, pluripregiudicato (capobanda); Casian Marius Constantin, nato in Romania, 27enne, residente a Roma, convivente, operaio, incensurato; Dascalu Bogdan Stefan, nato in Romania, 25enne, residente a Roma, celibe, operaio, pregiudicato; Fandarac Costel Albert, nato in Romania, 22enne, in Italia senza fissa dimora, convivente, pastore, incensurato; Danila Claudiu Ionut, nato in Romania, Classe 21enne, in Italia senza fissa dimora; Coman Dragos Gabriel, nato in Romania, Classe 19enne, in Italia senza fissa dimora, celibe, muratore, pregiudicato.

C’è ancora il massimo riserbo da parte della Procura della Repubblica di Ancona, per l’ennesima mirabile operazione investigativa notturna compiuta dalla Compagnia di Osimo poichè ancora in corso e in via di definizione per alcuni accertamenti di P.G. sul gruppo malavitoso arrestato, probabilmente responsabile di altri reati commessi in zona.

La banda di malviventi era giunta da fuori regione per stazionare tra la Val Musone e la Vallesina per compiere reati contro attività commerciali per depredare oggetti di valore, oro, argento e soprattutto denaro contante, operando in orario notturno. Difatti, proprio per questo motivo la Compagnia di Osimo, sotto la direzione ed il coordinamento del Magg. Conforti, aveva potenziato i servizi esterni, mirati alla prevenzione e repressione dei reati contro il patrimonio, monitorando costantemente l’intero comprensorio.

Alle ore 02:00 circa della notte tra giovedì e venerdì accadeva in località Aspio del comune di Camerano, territorio sensibile di confine dei tre comuni di Ancona, Osimo e Camerano, dove i carabinieri della Compagnia di Osimo, guidati personalmente dal Lgten. Almiento, comandante del N.O.R.M. osimano, a seguito dell’allarme antifurto scattato sulla linea telefonica n. 112 della Centrale operativa, intervenivano tempestivamente presso il centro commerciale “Grotte Center”, dove poco prima, come riscontrato dalla visione delle telecamere di videosorveglianza, ben otto soggetti travisati con felpe e cappucci di colore scuro, venivano ripresi e immortalati mentre scavalcavano la rete di recinzione dell’ipermercato.

Uno di loro fungeva da “palo”, gli altri sette a piedi si dirigevano verso l’entrata principale armati di arnesi da scasso e due pali di ferro, riuscendo a scardinare la saracinesca dell’ingresso centrale del Centro Commerciale e, una volta all’interno, scardinavano la successiva saracinesca penetrando all’interno della gioielleria “Blue Spirit". Una volta all’interno della gioielleria i sette malviventi sfondavano letteralmente le teche e le vetrine espositrici dei gioielli, rubando i preziosi e infilandoli all’interno di alcuni zaini e borse.

I malfattori, una volta terminata l’azione criminosa all’interno della gioielleria, si accingevano ad uscire dalla stessa porta da dove erano entrati, ma giunti nei pressi dell’ingresso venivano scoperti dai carabinieri arrivati sul posto. A questo punto iniziava la caccia all’uomo con la precipitosa fuga dei malviventi all’interno del centro commerciale inseguiti dai militari operanti. Benché si riusciva ad afferrare un paio di soggetti, gli stessi si divincolavano, raggiungendo una porta antipanico dileguandosi per campi approfittando del buio.

A causa di ciò e dopo uno scontro con uno dei malviventi un carabiniere della Stazione di Castelfidardo riportava la frattura del radio e dell’ulna con una prognosi di 30 giorni diagnosticata presso l’Ospedale di Jesi. Vistisi scoperti e inseguiti i banditi abbandonavano la quasi totalità della preziosa refurtiva (oro, argento, orologi ed altro) del valore di oltre 20.000,00 euro circa che era stata riposta in quattro zaini, che successivamente veniva riconsegnata alla legittima proprietaria.

Pertanto, si provvedeva a cinturare tutta la zona di campagna retrostante il centro commerciale, riuscendo a precludere tutte le vie di fuga possibili. Infatti, di tanto in tanto, i soggetti uscivano dalle sterpaglie per provare la fuga, ma immediatamente dovevano desistere per la folta presenza dei carabinieri, i quali a tali loro tentativi stringevano sempre più il cerchio in una morsa a tenaglia. Nel frattempo i soggetti, che in un primo momento erano ancora travisati con il passare del tempo si disfacevano del materiale occorrente a travisarsi.

Tale comportamento si ripeteva in diverse occasioni sino a giungere alle prime ore dell’alba dove i malviventi venivano visti in faccia e successivamente riconosciuti durante le fasi dell’arresto. Durante questo, la frenetica condotta di due soggetti che riuscivano a scavalcare la rete di recinzione posta a margine dell’autostrada A14 raggiungendo l’arteria stradale dove venivano raggiunti da una Fiat Croma di colore blue, condotta da un complice, il quale dopo aver fatto salire i due uomini, riconosciuti come componenti della banda, si dava a precipitosa fuga verso Sud.

Della situazione venivano allertate tutti i Comandi Compagnia lungo la tratta autostradale, riuscendo a bloccare il veicolo in Alba Adriatica, dove i carabinieri della radiomobile provvedevano a identificare il conducente e a condurre il veicolo presso la locale caserma. Alle ore 14:00 circa, veniva notata sopraggiungere nuovamente la Fiat Croma già attenzionata percorrendo la corsia nord dell’autostrada A14 fermandosi al margine della corsia di emergenza all’altezza del km. 233. Chilometro questo corrispondente al luogo ove era nascosta la banda.

Qui venivano notati uscire dalle sterpaglie nr. 5 soggetti, anche questi riconosciuti come componenti della banda in quanto precedentemente visti dai carabinieri. Mentre due soggetti salivano in auto, l’autista, riconosciuto essere lo stesso che nelle prime ore del mattino aveva prelevato altri due soggetti, consegnava agli altri tre del denaro. Subito dopo, gli stessi, ritornavano nella vegetazione iniziando ad incamminarsi in direzione sud, mentre l’autovettura ripartiva, con i due componenti della banda, a forte velocità in direzione nord.

L’autovettura veniva inseguita e bloccata in autostrada subito dopo l’uscita di Montemarciano, mentre i soggetti appiedati, che nel frattempo non erano stati mai persi di vista, venivano bloccati nei pressi della Stazione FF.SS. di Osimo, frazione di Osimo Stazione. Date le circostanze, essendo i componenti della banda riconosciuti senza alcuna ombra di dubbio come quelli che avevano perpetrato il furto all’interno della gioielleria “Blue Spirit” essendo gli stessi mai stati persi di vista dai militari operanti; avendo agito con volto travisato; in ore notturne ed in più di tre persone, viste le circostanze aggravanti e le violazioni di legge venivano dichiarati in arresto.

Nel corso delle perquisizioni personali, uno degli arrestati veniva trovato in possesso di alcuni anelli in oro bianco asportati dalla gioielleria del valore di 800,00 euro circa, debitamente sequestrati per essere riconsegnati, comprovante la piena responsabilità della banda rom. Di quanto operato e dell’avvenuto arresto, veniva informato il Sostituto Procurato della Repubblica di Ancona Dottor Laurino, il quale preso atto della sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza, nel concordare gli arresti effettuati, disponeva che gli arrestati fossero tradotti e reclusi presso la Casa Circondariale di Ancona-Montacuto, in attesa della celebrazione del giudizio di convalida, previsto per la giornata di lunedì.

Gli arrestati, venivano invitati a nominare il difensore di fiducia e gli stessi non avendolo indicato gli veniva nominato il difensore d’ufficio. Altri due complici della banda sono stati già individuati, di cui uno compiutamente identificato dai carabinieri della Compagnia di Alba Adriatica, allertati dalla Compagnia di Osimo, riguardo l’arrivo dell’autovettura Fiat Croma in fuga, mentre l’altro soggetto attivamente ricercato in stato di irreperibilità.





Questo è un articolo pubblicato il 10-09-2018 alle 15:08 sul giornale del 11 settembre 2018 - 894 letture

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