Nuovi arresti per la banda che scassinava le colonnine self-service dei distributori di carburanti

07/07/2018 - Si preparavano a lasciare il carcere di Pesaro, come assicurato dal proprio legale, che con l’udienza tenutasi nel primo pomeriggio di mercoledì, alle ore 14:30 circa, presso il Tribunale di Pesaro, dove su richiesta del patteggiamento, avevano concordato e ottenuto una condanna ad una pena ad anni 2 di reclusione e alla multa di 300,00, euro con conseguente scarcerazione se non detenuti per altra causa, credendo di averla fatta “franca” sottraendosi agli altri delitti compiuti nelle Marche e in Abruzzo.

Ma fuori dal Tribunale, ad attenderli, c’erano i carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Osimo , diretti e coordinati dal Magg. Conforti, che provvedevano a bloccarli e ad arrestarli, su provvedimento di Fermo di Indiziato di Delitto emesso e sottoscritto in data 02.07.2018 dal P.M. Dott. Lionello della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ancona, contestando alla banda dei quattro rom il delitto ben più grave di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti pluriaggravati.

Nel mentre sono stati eseguiti i nuovi arresti, l’avvocato dei rom è rimasto impietrito, mentre gli stessi rom che gioivano ed esultavano con la frase “…liberi…liberi…liberi” all’uscita dal Tribunale, dove vi erano anche alcuni parenti ad attenderli, sono stati bloccati nella loro esultanza prontamente ammanettati e ricondotti nel carcere di Pesaro.

Uno dei quattro rom Iulian Gicu Dobre, sottoposto agli arresti domiciliari a Velletri (Roma), era stato autorizzato a recarsi in Pesaro per il processo a suo carico, convinto che dopo l’udienza sarebbe stato liberato e potersi ricongiungersi al gruppo malavitoso.

Tutto ciò è stato possibile grazie all’attività investigativa che è stata portata avanti ininterrottamente dai carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia osimana in sinergia con la Procura di Ancona, facendo luce su una serie continuativa di delitti commessi dalla banda, con lo stesso modus operandi.

Difatti, nella prosecuzione delle indagini relative alla commissione di furti di veicoli ed in danno di esercizi commerciali e distributori di carburanti, autonomamente svolte con l’ausilio di strumenti tecnici nell’ambito dell’operazione denominata “CRASH”, si riusciva ad individuare e ricostruire i reati consumati dalla banda dei quattro rom, mettendo in evidenza la pericolosità sociale ed il grave turbamento causato all’Ordine e alla Sicurezza Pubblica contestando il delitto di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di molteplici furti pluriaggravati, poiché si associavano tra loro allo scopo di commettere più delitti contro il patrimonio, con una serie indeterminata di furti in danno di distributori di carburanti o di aziende, per danni complessivi quantificati in 145.000,00 euro circa e richiedendo l’emissione di misure cautelari, per i componenti della banda di cittadini romeni, tutti senza fissa dimora sul territorio nazionale, celibi, nullafacenti, già domiciliati presso l’Hotel Medi Garden Resort, sito ad Alba Adriatica, dove mantenevano un tenore di vita al di sopra delle reali possibilità economiche, risultando nullatenenti e nullafacenti.

La banda, che aveva definito la Regione Marche, come il loro “bancomat” personale sono stati identificati in: Georg, Lupoae nato e residente in Romania, 25enne, incensurato, in atto detenuto presso la Casa Circondariale di Pesaro; Iulian Gicu Dobre nato e residente in Romania, 21enne, incensurato, che all’atto del primo arresto era stato sottoposto agli arresti domiciliari a Velletri; Cezar Iulian, Dimitriu, nato e residente in Romania, 33enne, pluripregiudicato, in atto detenuto presso la Casa Circondariale di Pesaro, (capobanda); Costel Isac nato e residente in Romania, 21enne, incensurato, in atto detenuto presso la Casa Circondariale di Pesaro.

I componenti della banda sono risultati far parte, a vario titolo, dell’associazione indicata rendendosi responsabili, nel periodo aprile – maggio 2018, degli ulteriori episodi criminosi, commessi nelle provincie di Ancona, Macerata, Ascoli Piceno e Teramo con lo stesso “modus operandi”.





Questo è un articolo pubblicato il 07-07-2018 alle 09:32 sul giornale del 09 luglio 2018 - 762 letture

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