Arrestato all'alba il “Signore della droga”. Era diventato il punto di riferimento per pusher locali

07/06/2018 - All’alba della mattina di giovedì, i carabinieri della Stazione di Filottrano coordinati dal Magg. Conforti, Comandante della Compagnia di Osimo, ad arrestare e a dare la “sveglia” nella propria abitazione, alle ore 05:30 circa, al trafficante di droghe, “Ramon Loco” provvedendo a dare esecuzione all’Ordine di Carcerazione emesso nella tarda mattina di mercoledì, in data 06/06/2017, dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario – Ufficio Esecuzioni Penali – di Ancona, a firma del P.M. Dott. Irene Adelaide Bilotta.

Si tratta di Marco Pesaresi nato a Jesi, 39enne, residente ad Appignano, di fatto domiciliato agli arresti domiciliari a Filottrano, celibe, operaio, tossicodipendente e pluripregiudicato con precedenti specifici, conosciuto negli ambienti della droga con nome d’arte “Ramon Loco” (Ramon il Pazzo).

Anche per lui è scoccata l’ora dei conti con la giustizia, a seguito della mirabile indagine di P.G. condotta dai carabinieri del Nucleo Operativo e radiomobile della Compagnia di Osimo, ponendo definitivamente fine ai traffici illeciti di droga nella città dei Sette Colli e che si diramava nei paesi vicini, evidenziando la grave pericolosità sociale dell’arrestato, a salvaguardia dell’Ordine Pubblico.

Difatti, Il P.M. in esecuzione della sentenza emessa in data 14.12.2017 dal G.I.P. presso il Tribunale di Ancona, divenuta definitiva il 31.12.2017, in cui l’arrestato era stato riconosciuto colpevole dei reati di detenzione illegale di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio in concorso aggravato da recidiva, commesso in data 30/04/2017 a Filottrano e Appignano, condannato alla pena definitiva di anni 2 e 5 mesi e giorni 20 di reclusione e la multa di 12.000,00 euro con la conseguente Interdizione dai Pubblici Uffici per 5 anni, emettendo la suddetta Ordinanza di Carcerazione.

L’arrestato condotto negli uffici della Compagnia di Osimo, è stato sottoposto al fotosegnalamento e ai rilievi dattiloscopici, provvedendo nel contempo alla notifica del provvedimento di carcerazione e, al termine delle formalità di rito, è stato tradotto e recluso presso la Casa Circondariale di Ancona Montacuto, dove sconterà la pena fino all’anno 2020.





Questo è un articolo pubblicato il 07-06-2018 alle 16:02 sul giornale del 08 giugno 2018 - 2658 letture

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