Sirolo: Parco del Conero, 1°censimento degli alberi monumentali del parco

4' di lettura 26/09/2017 - L’ Ente Parco del Conero presenta i dati del primo censimento sul mondo vegetale applicato al territorio dell’area protetta. Gli alberi sono le colonne del mondo e a questi protagonisti della natura il Corpo Forestale dello Stato ha sempre dedicato straordinarie energie realizzando, tra l’altro, il primo censimento degli alberi monumentali del 1982 e il 1° censimento delle formazioni vegetali delle Marche.

Ed ora anche il Parco del Conero ha fatto la sua parte. Un anno di perlustrazioni con 45 alberi e formazione vegetali monumentali individuati grazie al personale dell’ente e del volontariato. Il monitoraggio è stato realizzato mediante ricognizione territoriale con rilevazione diretta e schedatura del patrimonio vegetale anche a seguito di segnalazioni provenienti da cittadini o associazioni; un prezioso riferimento è costituito dalle pratiche di finanziamento che il parco ha erogato per il recupero e la manutenzione delle querce secolari a partire dal 1999.

‘Per ciascun esemplare, -spiega Gilberto Stacchiotti, presidente Ente parco del Conero- individuato cartograficamente con indicazione delle coordinate GIS, sono stati effettuati rilievi fotografici accanto alla misurazione dei principali parametri (circonferenza, chioma e altezza) nonché una sintetica descrizione; ciascuno di questi 45 monumenti naturali ha così una sua scheda per farne apprezzare il valore e la bellezza.

Insieme vanno a comporre la nuova mappa degli alberi monumentali, un altro importante traguardo per questi 30 anni di parco’. Un censimento necessario per individuare gli esemplari campioni di longevità; un obbligo derivante dalla legge 10 del 2013 in cui l’ente collabora su un tema di competenza comunale, un obiettivo del regolamento e soprattutto uno scenario di conoscenza utile sia per una migliore azione di conservazione che per la conseguente promozione turistica e didattica.

La presenza di queste eccellenze del verde va a costituire un nuovo motivo di interesse per escursionisti, turisti, fotografi, studiosi ed amanti della natura in genere. Grazie a questo lavoro sarà possibile partire alla scoperta della roverella più imponente, del leccio più vecchio, dell’olivo più bello o del ciliegio più grosso lasciandosi guidare dalle dimensioni e dalla loro storia.

Sono presenze finora scarsamente considerate che invece costituiscono un eccezionale patrimonio genetico, biologico, scientifico e culturale. ‘Nel parco del Conero –continua Stacchiotti- la specie più diffusa tra questi campioni di longevità è la roverella, simbolo della campagna marchigiana ed oggetto dei primi provvedimenti di tutela regionale già nel 1973.

C’è un cuore prezioso per questa quercia tra le colline di Varano ove è particolarmente diffusa con una concentrazione di esemplari dalla circonferenza attorno ai 3 metri che meritano una particolare tutela, avvicinandosi così ai requisiti richiesti dal formulario ufficiale.

Altresì sotto il Poggio sono custoditi filari straordinari. L’esemplare più imponente si trova sopra la spiaggia di S. Michele/Sassi neri: quasi 6 metri di circonferenza all’interno di un bosco recente. Accanto alla roverella sono stati censiti esemplari solenni di sughera, frassino, tasso, bagolaro, pioppo nero e gelso.

Il leccio più antico è al bosco Mancinforte, supera di poco un altro esemplare nella campagna anconetana che però ha un’altezza maggiore. Ed è una scultura il pioppo nero che si affaccia su un rigagnolo della Pecorara, ben quattro metri di legno e materia vivente’.

E naturalmente alberi da frutto che custodiscono un patrimonio genetico di pregio testimoniando ancora una volta la ricchezza dell’agricoltura in questa fetta di terra marchigiana. Una ricerca che porta ad incontrare esemplari vetusti di albicocco, pero, amarena e ciliegio. Esemplari monumentali di ulivo impreziosiscono le campagne di Massignano e le colline meridionali del parco.

La gran parte di questi 45 patriarchi verdi si trovano lungo sentieri ufficiali o si affacciano direttamente sulla rete viaria del parco ma, molti alberi sono nascosti in contesti difficilmente accessibili. ‘Un ringraziamento particolare per questo progetto –conclude il presidente del parco- ad Elisabetta Ferroni, responsabile del settore agricoltura e natura 2000 dell’ente che ha assicurato il fondamentale supporto tecnico-scientfico.

Preziose le collaborazioni di Valido Capodarca, storico cercatore e profondo conoscitore degli alberi monumentali nonché autore di numerose pubblicazioni e divulgatore sul sito FB Amici degli alberi monumentali accanto a Daniele Cortucci e allo stagista Lorenzo Battinelli’.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 26-09-2017 alle 15:56 sul giornale del 27 settembre 2017 - 703 letture

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